lunedì 25 giugno 2012

La differenza

Poi dicono che gli inglesi sono dei mostri nel mondo del tifo! E ci credo!
Ieri sera, nonostante una prestazione decisamente opaca della loro nazionale, all'inizio del secondo tempo supplementare i tifosi inglesi si sono alzati all'impiedi ed hanno intonato il loro inno nazionale, GOD SAVE THE QUEEN. Tutti a cantare a squarciagola e a dare la carica ad una squadra mediocre quale era l'Inghilterra di ieri sera.
E i sedicenti italiani? Zitti. Mutti. Hanno atteso che gli inglesi terminassero di cantare il loro inno nazionale, per poi intonare a bassa voce: "Italia... italia". Così, senza disturbare. Nessuno ha intonato l'inno di Mameli.

La differenza tra un Popolo e un Non-Popolo.

lunedì 18 giugno 2012

Si scoprono tutti italiani...



Che paese di merda è questo. Non passa giorno senza che uno del nord non dica ad uno del sud che è un "terrone, ladro, parrasita, falso invalido, mafioso, camorrista," e altre stronzate del genere. E non passa domenica che sugli stadi non si sentano cose tipo: Vesuvio lavali col fuoco, Noi odiamo la capitale, ecc.. ecc...
Poi, in occasione degli Europei o dei Mondiali di calcio, tutti riscoprono l'orgoglio di essere italiani. I settentrionali ed i meridionali tornano d'incanto ad essere fratelli, tutti cantano l'inno di Mameli (pur ignorando chi sia Mameli, e le strofe dell'Inno), i balconi vedono spuntare tricolori come funghi, e vai col tango.
Appena finisce l'esperienza sportiva, ecco che si ritorna a schifarsi gli uni con gli altri, a non dare una mano a chi sta peggio, a negare la verità storica (cfr. Censimento del Regno di F.S.Nitti;), addirittura a consentire ad un partito apertamente secessionista ed antimeridionale, come la Lega Nord, di stare al governo del Paese.

La Nazionale di calcio, poi, è la prova provata dello stato di degrado morale e culturale in cui versa la penisola italica tutta, dalle Alpi alla Sicilia. E l'italiano medio si rispecchia in questa Nazionale, perchè tutti vivono di sotterfugi, piccole truffe, menefreghismi, egoismi, vittimismi.

Beh, io mi sottraggo a questo gioco. L'Italia NON E' MAI STATA una nazione unita, gli italiani NON SONO MAI STATI un popolo unito. Non siamo mica come gli irlandesi, o i croati, o i palestinesi, o i tedeschi.
Siamo più come gli spagnoli, che fanno finta di essere uniti e poi hanno i catalani, i baschi, i galiziani, ecc...

Comunque, dato il tasso di ignoranza di molti meridionali, invito tutti ad informarsi sulla storia di Napoli e dei Napoletani (nome con cui erano indicati tutti gli abitanti del regno di Napoli). Suggerisco:

- TERRONI e GIU' AL SUD di Pino Aprile
- SUD RIBELLE di Nando Dicè
- TUTTE LE OPERE di Nicola Zitara e Antonio Ciano
- GLI SCRITTI MERIDIONALISTI di Giustino Fortunato, Gaetano Salvemini, Antonio Gramsci
- Il CENSIMENTO DEL REGNO di Francesco Saverio Nitti

Giusto per cominciare.... prima di parlare di Italia unita, è meglio informarsi.

P.s. Faccio notare che io NON SONO un nazionalista, ma un internazionalista. Quindi me ne sbatto i coglioni anche delle altre nazioni come Germania, Francia, ecc.... E' solo che loro sono una nazione e un popolo, l'italia è una INVENZIONE. Come la Padania, del resto.

giovedì 14 giugno 2012

NOI SIAMO...PARTENOPEI


CHE SIANO 90 MINUTI O UNA COMPETIZIONE NON DIMENTICHIAMO LA VOSTRA DISCRIMINAZIONE...TOTALE INDIFFERENZA PER NAZIONALE ED EUROPEI, OGGI PIU' CHE MAI FIERI PARTENOPEI

martedì 12 giugno 2012

meglio Torino...che Pechino



Ieri è stata ufficializzata la data e la sede della prossima Supercoppa Italiana, 11 agosto a Pechino. Per la gioia del cinepresidente, la capitale della Repubblica popolare cinese ospiterà anche quest'anno la manifestazione che vede sfidarsi la vincente della serie A e la vincente della Coppa Italia. Fino a qualche anno fa, tranne le parentesi del 1993 a Washington, del 2002 a Tripoli e 2003 a New York, lo scontro diretto si è giocato nel nostro paese, dove in casa giocava la squadra vincitrice del campionato. Da qualche anno, gli "illuminari" del nostro calcio hanno deciso giocare dall'altra parte del mondo, il tutto naturalmente soltanto per motivi economici. Eh già, il fottutissimo business che ha caratterizzato in negativo nell'ultimo ventennio il gioco più amato in assoluto. I "soloni" pensano che bisogna esportare il nostro calcio, farlo conoscere ad altre realtà calcisticamente emergenti con la semplice scusa di incrementare gli introiti derivanti dal merchandising. Personalmente, mai condividerò questa scelta, avrei preferito giocare a Torino, dando la possibilità a chiunque di sostenere la propria squadra senza sobbarcarsi un viaggio economicamente insostenibile. Naturalmente e sottolineo questa parola, il "caro" De Laurentiis, maestro nel fiutare affari, non si è lasciato sfuggire questa possibilità, ribadendo più volte la sua volontà di giocare a Pechino, senza tener conto minimamente delle esigenze di noi tifosi. Anche questa volta il dio danaro ha prevalso sulla collettività, per questo a gran voce dico VAFFANCULO CALCIO MODERNO...IN PRIMIS DE LAURENTIIS

NAPOLI SIAMO NOI  

venerdì 1 giugno 2012

Perchè abbiamo fischiato l'inno

lunedì 28 maggio 2012

Ci avete rotto il ca...lcio

Con profondo sgomento e disgusto sto seguendo le evoluzioni dell'inchiesta calcio scommesse. Sul mio blog personale ho espresso la mia opinione, che in questo momento è necessariamente parziale visto che tante cose ancora non si sanno e si scopriranno prossimamente.
Una cosa è certa: per l'ennesima volta si dimostra che il calcio è davvero marcio, e questo marciume ormai colpisce tutti, dai giocatori affermati a quelli sconosciuti, dagli allenatori di grido ai dirigenti delle società piccole. Ed anche gli ultras stanno in mezzo a 'sto casino: l'inchiesta parla di pressioni degli ultras baresi per far perdere la propria squadra. Adesso stanno sparando fango anche su alcuni esponenti genoani, e noi speriamo che tutto si risolva per il meglio e venga chiarito.
In tutto questo, sento ancora qualcuno parlare di "sindrome 2006": dopo Calciopoli, l'Italia vinse il mondiale. "Vuoi vedere che adesso vince l'Europeo?", dicono in molti. Ma si può ragionare così? Mah.

Sono disgustato, lo ammetto.
Sono un garantista, quindi spero che tutto venga a galla quanto prima e non condanno nessuno prima del tempo. Però se almeno la metà delle cose che stanno girando fossero vere, per certa gente non ci dovrebbe essere pietà. Radiazione. E basta!
Lasciateci il calcio! Lasciatelo libero dai vostri interessi del cazzo, dai vostri introiti, dalle vostre televisioni, dai vostri procuratori, dai vostri pennivendoli, dalle vostre forze del (dis)ordine!
Fuori dalle palle! 

lunedì 21 maggio 2012

Dedicato a...



Abbiamo vinto la Coppa Italia. Dopo 25 anni e a 21 anni dall'ultimo trofeo alzato, la supercoppa italiana sempre battendo la Juve. In questi anni abbiamo conosciuto ridimensionamenti, serie B, fallimento, serie C, rinascita, Europa, Coppa Campioni. E adesso un trofeo.
Un trofeo che è dedicato a chi si sveglia pensando alla nostra maglia. Dedicato a chi combatte ogni giorno per l'onore della nostra città. Dedicato a chi è sceso in piazza contro il fallimento. Dedicato a chi è stato a Manfredonia, Martina Franca, Acireale e altri luoghi ameni. Dedicato a chi era al San Paolo a Napoli - Chieti, 1 a 2. Dedicato a chi non si è tesserato. Dedicato a chi non si è mai piegato. Dedicato a chi ha sempre avuto la testa alta. Dedicato a chi ha subito abusi e diffide. Dedicato a chi non va in trasferta da una vita, perchè queste indegne norme non lo consentono. Dedicato a chi ogni giovedì si vede in una riunione e stabilisce striscioni, iniziative, comunicati, manifesti. Dedicato a chi, in ogni parte d'Italia e del Mondo, è orgoglioso di essere napoletano. Dedicato a chi non si sente nè italiano, nè europeo, ma sempre e solo partenopeo. Dedicato a chi ogni santo giorno si fa il culo al lavoro per dimostrare che noi napoletani non siamo fannulloni. Dedicato a chi prima di ogni partita di calcetto con gli amici bacia la maglia del Napoli. Deedicato a chi non ha bisogno di sciarpe al collo per sentirsi napoletano. Dedicato a chi divide la propria vita non in anni, ma in stagioni. Dedicato a chi non arretra mai di un passo, sette giorni su sette. Dedicato a chi ha la parola MENTALITA' tatuata sul cuore. Dedicato a chi insegna al proprio figlio a vivere secondo un ideale.

Dedicato a noi.

Sui fischi all'Inno

DAL MIO BLOG PERSONALE WWW.ANTONIOLUCIGNANO.COM




Ieri sera, prima della finale di Coppa Italia, la cantante Arisa ha intonato a cappella l'inno nazionale italiano. Bordate di fischi sono partite dai settori occupati dai tifosi partenopei, siano essi ultras o meno. Che scandalo! Che vergogna! Ma soprattutto: che sorpresa! Schifani, il presidente del Senato quindi seconda carica dello Stato, si è incazzato parecchio: non immaginava, l'inquisito di mafia che presiede l'aula di Palazzo Madama, che a sud del Garigliano vi fosse qualcuno capace di fischiafre l'inno degli italiani. Sono cose da leghisti, no?
No. Non sono cose da leghisti. Sia perchè i leghisti dovrebbero ringraziare il cielo che l'Italia sia nata, altrimenti il nord sarebbe rimasto più arretrato del sud; sia perchè la nascita di questa "nazione unita", di cui l'anno scorso si è festeggiato il centocinquantesimo anniversario, è avvenuta sul sangue dei popoli e delle terre del fu Regno delle Due Sicilie, di cui Napoli fu gloriosa capitale.
Non crediamo, però, che ci siano solo ragioni storiche dietro ai fischi di ieri sera all'Olimpico: sinceramente crediamo che la maggioranza di coloro che fischiavano se ne sbatte altamente della storia, dei Borbone e dei Savoia, nonostante ciò che pensa il Corriere dello Sport.
L'avversione all'Italia va intesa come avversione a questa Italia, in cui le differenze socio-economiche non si sono affatto appianate, anzi sono state aggravate; un'Italia in cui il clientelismo e il familismo, mali da sempre attribuiti ai meridionali, si dimostrano essere vizi antichi e ben radicati anche in quelle zone del nord "produttivo" che vorrebbe insegnare agli altri come si campa civilmente (ed il caso della "Bossi Family" è solo l'ultima dimostrazione di quanto questa presunta superiorità civile e morale è solo nella mente dei sedicenti padani); un'Italia in cui le mafie non sono affatto "problemi meridionali", ma si sono dimostrate essere un problema, questo si, nazionale, come è sempre stato da quando i Savoia pagarono mafia e camorra in funzione antiborbone; un'Italia in cui una parte del paese si sente migliore, e tratta l'altra parte come "una palla al piede".
L'idea di Italia non è malvagia in sè, così come non lo è l'idea di Europa. Il problema è come è nata e cosa è diventata questa Italia. Soprattutto per noi meridionali.

Quando farete l'Italia, magari non fischieremo l'inno. Fino a quando saremo trattati da cittadini di serie b e saremo accusati di essere sporchi, ladri e fannulloni... fischieremo i vostri inni. Scandalizzatevi pure.

sabato 19 maggio 2012

IL VALORE DELLA VITA...

A 24 ore dalla finale di coppa Italia, avrei preferito pubblicare tutt'altro. Dinanzi a ciò che si è verificato stamattina a Brindisi e' giusto, almeno per oggi, pensare ad altro, pensare seriamente al valore della vita.
Oggi, siamo tutti Brindisini, vicini al dolore di un intero popolo.

martedì 15 maggio 2012

LE ALTRE TIFOSERIE...

Ciao a tutti i frequentatori di questo blog. Grazie sempre per gli attestati di stima, naturalmente non sempre le nostre opinioni sono condivisibili, ma come spesso ribadisce Antonio, siamo in democrazia e per questo sono bene accette anche le critiche, possibilmente costruttive.
E' da tempo che mi andava di sottoporvi una domanda in ambito tifoserie, ovvero quale secondo voi (a parte la nostra) ritenete valide? o quantomeno suscitano maggiore interesse?
Io personalmente, nonostante la rivalità, nutro grande stima per i bergamaschi. Considerando che l'area metropolitana di Bergamo non raggiunge il mezzo milione di abitanti, la tifoseria atalantina è tra le più calde e presenti sia casa ed anche in trasferta (prima dell'introduzione della tessera). Negli anni hanno dimostrato tanta mentalità e spirito di appartenenza, non a caso spesso in trasferta c'era un unico striscione con la scritta BERGAMO.
Detto la mia, ora sta a voi commentare...

lunedì 14 maggio 2012

Applausi alle bandiere, fischi a Lavezzi

PREMESSA D'OBBLIGO: Chi legge questo blog sa bene che questo è un blog libertario: tutti hanno diritto di esprimere la loro opinione nel rispetto delle opinioni altrui, quando queste opinioni non contrastano con la libertà di vivere, di pensare e di agire. Ciò che ho espresso nel seguente articolo è una posizione personale, sicuramente condivisa da altre persone, che ha lo scopo di aprire un dibattito su un tema fondamentale dell'Essere e del Vivere Ultras.


Ieri è stato emozionante vedere Del Piero, Inzaghi, Gattuso, Nesta, tutti commossi perchè la loro esperienza sportiva con quella squadra, di cui spesso sono stati simboli se non bandiere, è finita. E proprio per questo mi incazzo con gente come Lavezzi (o meglio, col suo procuratore) che quando prende l'aereo e arriva a Napoli parla di "amore eterno", poi riprende l'aereo e torna in Argentina e dice che Lavezzi vuole guadagnare 4 milioni all'anno e che il PSG è pronto a pagarli. I fischi a Lavezzi, ieri sera? La tifoseria partenopea si è spaccata: da una parte ci sono coloro che sostengono non sia giusto fischiare un giocatore che si impegna sempre, indipendentemente dal giusto desiderio di un professionista di guadagnare di più; dall'altra ci sono coloro che sono ancora legati ad una idea di calcio in cui il denaro, il conto in banca faraonico viene sempre DOPO l'amore viscerale per una maglia, per un Popolo, per una Città. Lo dico subito: io sono tra i secondi. Se abbiamo torto, siamo dalla parte del torto ed orgogliosi di starci.
I tifosi sono stanchi di gente che bacia la maglia e sta già pensando di andarsene. Totti, Del Piero, Buffon, Nedved, Maldini, ecc.... hanno baciato magliette a cui hanno dimostrato una fedeltà assoluta indipendentemente dallo stipendio e dalla categoria. E' questo il calcio che piace ai tifosi, che fa innamorare e sognare i bambini.
Chi accetta la logica del mercato (i calciatori sono professionisti che vanno dove conviene di più) ha tutto il diritto di professare il suo ideale di calcio-business. Sono un libertario: tutti hanno diritto di esprimere la loro opinione nel rispetto delle opinioni altrui, quando queste opinioni non contrastano con la libertà di vivere, di pensare e di agire. Proprio per questo difendo il sacrosanto diritto a fischiare chi un giorno professa amore eterno e il giorno dice: "Se mi vendono, che posso farci?". E' lo stesso ragionamento fatto due anni fa da Quagliarella: se le due società sono d'accordo, io me ne vado. Ebbene no, non è così. L'ultimo caso è stato quello di Pato: Man City e Milan erano d'accordo, Pato ha deciso di non andarsene da Milano. Ed è rimasto. Stesso dicasi, qualche anno fa, per Kakà. Smettiamola con la favoletta dei calciatori "ostaggi" dei contratti: essi possono utilizzare i contratti anche per vedere riconosciuto un loro diritto, come quello di rispettare i termini del contratto stesso!
Altra motivazione addotta: Napoli è una di quelle città che non ti fa respirare, che non ti consente di scendere in strada e farti una passeggiata senza essere assalito dai tifosi. Sono d'accordo, ed infatti ho sempre condannato quei tifosotti che paralizzano una città perchè Lavezzi è andato a fare due passi col figlio. Però, diciamo la verità, anche in questo Napoli è migliorata, o sta migliorando. Ciò non toglie che un calciatore ha TUTTO IL DIRITTO di andarsene da una città che reputa eccessivamente soffocante. Basta indire una bella conferenza stampa, prendere il microfono e dire: "Dato che il mio modo di vivere ed intendere il calcio è molto diverso dal vostro, io me ne voglio andare in una città in cui il calcio è meno opprimente". E poi te ne vai a Parma, a Edimburgo, a Montpellier, o dove cazzo vuoi.

giovedì 10 maggio 2012

NAPOLI SIAMO NOI...

DE LAURENTIIS
DE LAURENTIIS
DE LAURENTIIS

LA SENTI QUESTA VOCE?

NOI VOGLIAMO VINCERE
NOI VOGLIAMO VINCERE
NOI VOGLIAMO VINCERE
VINCERE VINCERE...

25 ANNI FA...



10/05/87 - 10/05/2012...NOI VOGLIAMO VINCERE

lunedì 7 maggio 2012

Un bel coro della Curva A

giovedì 3 maggio 2012

FINCHE' VIVRO' AMERO' LA MAGLIA AZZURRA

FIERI DELLA NOSTRA COERENZA E DEL SENSO DI APPARTENENZA...MAI ABBIAMO VENERATO I GIOCATORI ANCHE SE SI PARLA DEI 3 TENORI...SI FA BENE O SI SBAGLIA L'UNICA CERTEZZA SARA' SEMPRE LA MAGLIA! 

VINCI PER NOI...

DOMENICA AL DALL'ARA VINCIAMO QUESTA GARA...CHE POI COL SIENA SAREMO UN FIUME IN PIENA...CHE FATICA QUESTO CAMMINO MA ORMAI IL TRAGUARDO E' SEMPRE PIU' VICINO! AVANTI NAPOLI   

lunedì 30 aprile 2012

Padroni del nostro destino

Niente scuse. Niente alibi. Abbiamo tre partite davanti. Nove punti disponibili. Prendiamoli, e andiamo in Coppa Campioni (la parola "Champions" la lasciamo al CinePresidente e ai cantori del calcio moderno).
Siamo padroni del nostro destino. Nonostante i tanti punti lasciati per strada. Nonostante qualche gamba tirata indietro, qualche contrasto perso e qualche svarione mentale. Nonostante tutto, siamo ancora lì. A tre passi dalla qualificazione in Coppa Campioni.

Cazzo.

sabato 28 aprile 2012

Scontro tra capitali



Napoli - Roma non è una partita come le altre. Ha un sapore diverso. Vuoi per la vicinanza tra le due città. Vuoi per le similitudini tra i due popoli. Vuoi per il defunto gemellaggio tra le due tifoserie, che negli anni più recenti hanno dato vita a vere e proprie battaglie.
Chi scende in campo stasera deve sapere questo: Napoli - Roma è una partita diversa.  L'Europa che conta è a pochi passi, possiamo acciuffarla solo se spianiamo questi "eredi dell'impero romano" che rappresentano la capitale di uno stato, l'Italia, che ci ha chiamato prima Briganti e poi Terroni.

Noi non dimentichiamo. Chi ama non dimentica. La storia lontana e quella recente. Le spiate e gli autogrill. Chi scende in campo stasera deve sapere questo. Napoli - Roma è lo scontro tra due capitali: quella di una Nazione che è nel nostro cuore e quella dello Stato che ci occupa, ci offende, ci tratta da cittadini di serie b, ci umilia, ci costringe ad emigrare, ci sfrutta e poi ci abbandona.

Su ogni pallone c'è scritto Rivincita. In ogni tackle c'è scritto Vittoria.
Stasera l'Olimpico deve vedere i Briganti sconfiggere i Legionari. Per questo noi saremo con voi. Come sempre.

martedì 24 aprile 2012

SENTI CHI PARLA...


PREZIOSI: NELLA CONFERENZA STAMPA DI DOMENICA MA DA CHE PULPITO VIENE LA PREDICA...RICORDO LA TUA VALIGETTA ED UNA CONDANNA CHE TI ASPETTA!

C'era una volta il gioco del Pallone




Ci risiamo! Ancora una volta il sistema calcio ne esce sconfitto, dopo l'episodio verificatosi domenica al Marassi, dove una parte della tifoseria rossoblu ha manifestato il proprio disappunto nei confronti della squadra accusandola di non onorare la MAGLIA, il giudice sportivo ha deciso di chiudere lo stadio per le prossime 2 partite in casa del Genoa.
Come al solito i mass media non hanno perso l'occasione per infangare gli ultras aizzando un polverone, che a mio punto di vista serve solo a mascherare e nascondere il vero marcio che c'e' intorno a questo ex sport, ormai soltanto busin€ss
Sicuramente, non giustifichiamo il modo in cui e' stata sospesa la partita, c'e' da dire pero', che allo stesso tempo il tutto si è verificato senza nessuna violenza, a differenza di quanto e' stato scritto e raccontato dai soliti pennivendoli.
Sospendere una partita è reato? Si. Allora perchè penalizzare un'intera tifoseria? Perchè non far pagare soltanto i colpevoli? La spiegazione e' ovvia...nel calcio come in ogni cosa che si verifica nel nostro paese, non esistono organi e persone in grado di risolvere i problemi, di garantire un minimo di giustizia, per questo si procede con provvedimenti impopolari (ROMA 31/08/2008 DOCET).
Detto questo, solidarizzo con chi da anni ha deciso di sposare una fede, con chi si fa in quattro pur di seguire la propria squadra del cuore e pretende soltanto che la MAGLIA venga onorata sempre. 
La delusione e lo sconforto è comprensibile, la protesta dei nostri fratelli grifoni è stata unica ma allo stesso tempo apprezzabile per la forma non violenta in cui e' avvenuta. 
Ma a questo punto c'e' da chiedersi: dopo tutti gli scandali che hanno coinvolto il calcio, non ultimo quello delle scommesse, siamo proprio sicuri che gli ultras siano la rovina di questo ex sport?  Fino a che punto il calcio è ancora credibile? 
Semmai un domani scopriremo che la nostra squadra del cuore si è venduta una partita compromettendo una stagione, a quel punto come reagiremo? La risposta, considerati gli eventi non tarderà ad arrivare visti gli ultimi sviluppi dell'inchiesta di Bari. Nel frattempo vivremo di ricordi perchè l'unica certezza è che il gioco del pallone non tornerà più. 


Non va mai bene niente



La protesta eclatante dei fratelli genoani nei confronti dei loro calciatori sta facendo versare fiumi di inchiostro (e di veleno) ai soliti pennivendoli di regime e benpensanti dell'ultima ora. L'indegno presidente della federcalcio ha avuto addirittura il coraggio di dichiarare: "Posso capire anche lo scappellotto o lo schiaffo, ma questa violenza psicologica è inaccettabile".
Ma non vi va mai bene niente? Se gli ultras spaccano qualche muso o rompono qualche vetro, sono violenti e vanno condannati. Se invece dicono ai lor giocatori che sono INDEGNI di vestire la loro gloriosa casacca e se la devono togliere... sono ancora più violenti e vanno puniti ancora di più!
L'ipocrisia di questo calcio moderno è lo specchio dell'ipocrisia della società contemporanea: la violenza fisica è da condannare, però diventa preferibile alla violenza psicologica! E la violenza psicologica che gli ultras devono subire ogni santa partita, da parte di forze dell'ordine, sistema calcio e calciatori? Questa non la considerate? Quando vedi la tua squadra retrocedere e i tuoi giocatori ridere (penso al Napoli retrocesso a Parma e ad Allegri, allora nostro giocatore, ridere), non subisci una violenza psicologica? Quando vedi la tua squadra avviarsi verso la serie B e i giocatori in campo tirare la gamba dietro e i loro procuratori cominciare ad accordarsi con le altre squadre, non subisci una violenza psicologica?

I tifosi genoani hanno dato prova, negli anni, di un attaccamento enorme alla loro squadra e alla loro città, ed è davvero ignobile farli passare come violenti facinorosi che tengono in ostaggio una squadra o uno stadio. Hanno fatto un gesto clamoroso, sicuramente, ma la solidarietà a loro e a tutti quelli che saranno colpiti da un DASPO deve essere assoluta e senza fallo.

E' meglio che lor signori lo capiscano, da Preziosi a De Laurentis, che le squadre di calcio non appartengono a loro: appartengono al Popolo. Loro sono "business men" che investono e lucrano sulla passione di un Popolo, niente di più. Lezioni da loro non le accettiamo.


domenica 22 aprile 2012

VICINI ALLA GENOVA ROSSOBLU

IN UN MOMENTO DI SCONFORTO E DELUSIONE...VICINI AL GRIFONE





venerdì 20 aprile 2012

BASTA PAROLE...FATTI CONCRETI

Con quella di domani, mancano sei partite al termine di questo campionato. Presto per trarre un bilancio, qualificazione in Europa assodata, bisogna attendere di capire in quale competizione partecipare l'anno prossimo, e poi c'e' la finale di coppa Italia del 20 maggio a Roma.
Potremmo parlare già di stagione positiva, a prescindere dall'esito di Roma e del rush finale in campionato. In realtà, a mio avviso, ancora una volta si è persa l'occasione di fare il salto di qualità. La cavalcata in Coppa Campioni, conclusasi con la sciagurata sconfitta di Londra, lascia l'amaro in bocca. Certamente l'obiettivo del NAPOLI non era quello di giocare la finale di maggio a Monaco, ma puntare tutto sulla competizione europea si e' rivelata una scelta controproducente perchè oggi si rischia di non parteciparvi l'anno prossimo. La finale di coppa Italia, raggiunta grazie a 4 partite giocate contro i cadaveri (Inter compresa) e raggiunta anche con qualche sforzo di troppo, era il minimo che dovesse garantire questa squadra e questa società.
L'anno che verrà probabilmente vedrà una rifondazione sia societaria che tecnica, il cinepresidente avrà l'obbligo di costruire un NAPOLI competitivo, ormai non ci sono più scusanti, basta con questa cazzo di storia della serie C. La Juventus, dopo la B e 2 anni nell'anonimato, rischia di vincere il titolo potendo annoverare nel suo stato patrimoniale una risorsa che nessun'altro in Italia possiede, ovvero lo stadio. Quello che per noi e' croce e delizia, per i nostri rivali di sempre garantirà numerosi introiti. Questo si chiama progetto. Si parla tanto di progetto De Laurentiis, ma se qualcuno riuscisse a spiegarmelo farebbe cosa gradita. Una società che non investe nel settore giovanile, che non possiede proprieta' (giocatori a parte), che dopo 8 anni non ha installato i tabelloni, che non ha un progetto per lo stadio, che non compra giocatori affermati...sinceramente prima o poi dovrà dare delle spiegazioni a riguardo, abbiamo tutto il diritto di chiederle, in quanto unici finanziatori del NAPOLI direttamente e indirettamente (TV e sponsor). Caro cinepresidente senza se e senza ma NOI MERITIAMO DI PIU'...NOI VOGLIAMO VINCERE!!!

domenica 15 aprile 2012

Che peccato

giovedì 12 aprile 2012

Come volevasi dimostrare

Potrei riprendere il post scritto dopo la partita contro la Lazio, e ripubblicarlo integralmente dopo la sconfitta di ieri sera contro l'Atalanta. Non lo farò, perchè sarebbe inutile e superfluo. Come le polemiche antiultras da parte di chi (legittimamente, per carità) ha deciso di tesserarsi PUR SAPENDO che quella tessera fosse illeggittima e anticostituzionale. Dopo due anni di battaglie, abbiamo avuto (parzialmente) ragione: dico parzialmente, perchè l'articolo 9 resiste ancora e chi si è tesserato HA FAVORITO questa norma incostituzionale.
Comunque teniamo presente una cosa: tesserati o meno, siamo partenopei. Apparteniamo ad un popolo millenario e glorioso (Napoli fu fondata prima di Roma!), che negli ultimi decenni/secoli è entrato in crisi. Risorgerà, ne siamo certi. Ed il calcio, o lo sport in genere, può essere volano di rinascita. La coppa America di vela, su cui sarebbe giusto anche obiettare qualcosa, è comunque un grande evento che fa vedere il volto splendido della nostra magnifica città: le immagini di ieri, coi catamarani che si sfidavano nel meraviglioso scenario del Lungomare Caracciolo, mi hanno emozionato e ci devono fare inorgoglire.

Non possiamo essere orgogliosi, invece, di come sta giocando la nostra squadra di calcio. Sia chiaro: non mi riferisco ai risultati. Chi frequenta questo blog sa bene che noi andiamo oltre il risultato. Noi vogliamo vedere l'impegno, la lotta su ogni pallone, contrasti vinti e maglia sudata. E sono tre partite consecutive che queste cose non si vedono. A parte qualche giocatore, la maggioranza della squadra sta tirando il fiato. E la gamba dietro. E questo non va bene. Capisco che i napoletani in squadra siano pochi, ma perdere anche contro i bergamaschi... contro gente che ci canta per 90 minuti "Napoli colera"... vedere Cavani che si fa fare il tunnel da Denis... e vedere il solo Pandev pronto a dare uno sfaccimma di calcio a Maxi Morales... cazzarola, ma quando lo facciamo capire alle squadre che vengono a Napoli che al San Paolo si esce con le ossa rotte o con zero punti?

Porca troia.

domenica 8 aprile 2012

Sarà così fino alla finale di Coppa Italia

Chi legge questo bolg sa bene che non siamo mai stati contro questa squadra e questo staff tecnico. Anzi, li abbiamo sempre difesi anche quando i risultati non erano esaltanti. Perchè noi andiamo aldilà del risultato: noi guardiamo la prestazione, la maglia sudata, il tackle vinto, la faccia rabbiosa di chi ha fame di vincere.
E queste cose c'erano. Ora non più. La partita di ieri sera ha sancito che il "branco di cannibali" (come li chiama Auriemma) si è smarrito. Non è una questione tattica, come si vede: ieri abbiamo giocato con un 4-3-3 invece che col classico 3-5-2, eppure la prestazione è stata indecente come quella contro la Juve.
I nostri giocatori hanno perso quasi tutti i contrasti, arrivavano sempre tardi sulla seconda palla, erano incapaci di giocare in velocità. Il problema non è questo o quel singolo, l'errore di De Sanctis o di Inler. Il problema è mentale. Questa squadra si è spenta. Attende solo una partita: la finale di coppa italia. E niente più.
Non credono alla possibilità di andare in Coppa Campioni, o forse non ne hanno manco voglia (anche perchè i preliminari costringerebbero tutti a tornare prima dalle vacanze...). Ci deve andar bene la Coppa Uefa.

Che cazzo volete, voi napoletani? Accontentatevi di andare per la terza volta consecutiva in Europa e non rompete i coglioni. Tesseratevi e venite allo stadio, però non pretendete altro.

Non siamo d'accordo. Noi vogliamo, pretendiamo di più. E non parliamo di risultati. Noi pretendiamo una squadra che lotta, che scende in campo famelica, che non tira indietro la gamba, che spacca anche qualche osso quando c'è da menare.
E questa squadra, al momento, non c'è più.
Tornerà? Siamo scettici. I giocatori hanno in testa solo la finale di coppa italia. Fino ad allora, le partite saranno una incognita costante.

giovedì 5 aprile 2012

IN CAMPO 11 ULTRAS...


TORINO LASCIAMOCELA ALLE SPALLE, SABATO SERA FUORI LE PALLE...GRINTA E DETERMINAZIONE E' CIO CHE CHIEDIAMO IN OGNI OCCASIONE

mercoledì 4 aprile 2012

31/03/2012...

NAPOLETANI AL MASSIMINO 


lunedì 2 aprile 2012

"COMPLIMENTI"

Dopo la partita di ieri, la rabbia e' ancora tanta, non riesco a trovare aggettivi per qualificare questa debacle. Lungi da me analizzare negativamente le prestazioni del Napoli, ma la partita con i gobbi ha un valore particolare per la piazza partenopea, per questo cerco di sfogare la mia frustrazione per quanto avvenuto. Come dicevo prima, più che non trovare aggettivi, dovrei utilizzare termini poco graditi come indegni, vergognosi, senza palle ed invece mi limito a dire semplicemente in maniera sarcastica "COMPLIMENTI".
Per iniziare, i miei "COMPLIMENTI" per non aver tirato in porta nell'arco dei 90 minuti.
"COMPLIMENTI" a Mazzarri che pur di non ammettere la superiorita' della compagine bianconera, afferma che il Napoli, per buona parte della partita, ha giocato alla pari senza avere nemmeno il buon senso di chiedere scusa ai napoletani.
"COMPLIMENTI" al Cinepresidente che alla pari della guida tecnica non fa ammenda verso chi da anni continua a finanziare la SSCN, perchè e' questo che accade dal 2004 a questa parte.
"COMPLIMENTI" a chi ieri passeggiava in campo come spettatore non pagante.
"COMPLIMENTI" ai fottuti TESSERATI che pur stando in una bolgia, non hanno sostenuto a dovere la maglia, e poi vi lamentate degli ULTRAS, almeno loro la battaglia sugli spalti non la perdono mai.
"COMPLIMENTI" ai gobbi che non hanno perso occasione di offendere Napoli con i soliti cori e striscioni beceri, per poi cantare 'O surdato Nnammurato a fine partita.
Infine, "COMPLIMENTI" ai pseudo napoletani tifosi della vecchia signora che continuano a tifare per una squadra del nord nonostante la continua discriminazione.
Sfogo a parte, ritenevo doveroso esprimere il mio pensiero, probabilmente non condiviso dalla maggior parte dei tifosi, o dai membri di questo blog, ma la rabbia e' tanta e non riesco a sbollirla. La stagione resta esaltante, assolutamente nulla e' perduto, i 2 obiettivi sono ancora alla nostra portata. Massimo sostegno alla squadra, ripartendo sabato sera dalla Capitale, ma che sia ben chiaro, l'atteggiamento di ieri che resti solo un brutto ricordo, la MAGLIA AZZURRA va onorata sempre comunque e dovunque. NON DIMENTICATELO MAI.



venerdì 30 marzo 2012

In memoria di Franco Mancini


Ha difeso la porta del Napoli.
Lo chiamavano Psyco, per un modo tutto particolare di vivere la partita e il ruolo di portiere.
Questo blog lo saluta.