mercoledì 31 ottobre 2012
martedì 30 ottobre 2012
lunedì 29 ottobre 2012
Incompetenza, sudditanza o malafede?
Chi segue questo blog da anni, sia che lo apprezzi sia che lo denigri, avrà notato che raramente parliamo di arbitri. Consideriamo l'errore arbitrale come un errore di un qualsiasi calciatore.
Va, però, detto che da Pechino ad oggi il numero di errori clamorosi è aumentato, nonostante vi siano due arbitri in più in campo.
Per fugare qualsiasi complottismo, parole non dette, zone d'ombra e cose varie, vorrei una bella e spassionata riflessione su un tema che non interessa molto gli ultras, ma in genere i tifosi.
Secondo voi, gli errori arbitrali sono frutto di incompetenza, sudditanza nei confronti del potere politico ed economico del calcio (Juve, Milan, Inter), o malafede?
domenica 28 ottobre 2012
Stasera contro il Chievo Merdona vogliamo una riscossa
I tre palloni presi in Ucraina pesano. Il cinepresidente magari se ne fotte della coppa Uefa, Mazzarri probabilmente pensa che sia l'anno giusto per lo scudetto e quindi continuerà a snobbare la manifestazione europea, ma noi ci siamo rotti i coglioni di andare in trasferta in Europa e prendere tre palloni ogni volta, insieme a prestazioni individuali e collettive indegne.
Dite che il campionato conta più di tutto? Beh, noi NON SIAMO D'ACCORDO!
Cmq stasera c'è il Chievo, compagine che viene da quella città di merda piena di gente di merda, razzisti del cazzo e feccia umana varia. Vediamo proprio quale grande prestazione farà la squadra.
Fieri di chi non ha accettato la maglia!
venerdì 26 ottobre 2012
SOLO GLI ULTRAS VINCONO SEMPRE...
Chi fa oltre 2000 km per sostenere il Napoli, chi si sobbarca una trasferta tutt'altro che agevole, chi da anni (nel bene e nel male) è presente, chi ha cantato incessantemente nonostante il risultato e la bolgia del tifo di casa, ai 162 ULTRAS va detto grazie. Ancora una volta hanno manifestato la vera mentalità ultras, con un semplice gesto e privo di violenza (per il rammarico di chi è pronto a puntare il dito), dopo la prestazione a dir quanto penosa, hanno rifiutato l'unica cosa che ci lega ancora a questo pseudo sport: LA MAGLIA. Caro Mazzarri, caro mister da 2 milioni e mezzo a stagione ricordiamo anche a te, come facciamo da anni con il Cinepresidente, che meritiamo rispetto sempre perchè...NAPOLI SIAMO NOI!!!
giovedì 25 ottobre 2012
Dnipro - Napoli: una partita importante
Sembra strano, ma non lo è. Dnipro - Napoli è una partita importante per noi napoletani, che vogliamo andare avanti in Coppa Uefa e vogliamo provare a vincerla. Purtroppo non è dello stesso avviso la società e, soprattutto, l'allenatore: per entrambi, la Coppa Uefa è una coppetta, meglio puntare sul campionato.
E allora ecco che in campo vanno le riserve: squadra stravolta e dita incrociate, nella speranza di ingarrare la prestazione come contro l'Aik Solna e di evitare figuracce come contro il PSV.
E' giusto partecipare ad una competizione europea con questo spirito? Personalmente, non sono d'accordo. Sia perchè ogni anno si fa tanto per cercare di andare in Europa (Coppa Campioni o Coppa Uefa), sia perchè è un palcoscenico prestigioso, sia perchè chi negli ultimi anni ha vinto la Coppa Uefa o comunque è stato protagonista ha attirato giocatori di alto livello, sponsor e investimenti. Quindi ci sono tutti i motivi per puntare anche sulla competizione europea.
E' chiaro che questo discorso è rivolto a società e allenatore. I tifosi non fanno differenze e non sono "choosy", come direbbe il ministro Fornero. Per noi conta solo il Napoli, in ogni partita e in qualsiasi competizione.
martedì 23 ottobre 2012
In memoria di Sic
Non era un tifoso napoletano, ma amava Napoli e i napoletani. Suo padre, un grande e dignitosissimo uomo, ha sempre detto che Marco aveva un carattere molto simile a quello di noi napoletani: giocoso, gentile, affettuoso quasi fino all'invadenza, chiassoso, rumoroso, felice.
Ad un anno dalla morte, vogliamo ricordarlo così... semplicemente così...
sabato 20 ottobre 2012
Cori veronesi contro Morosini
Poi mi chiedono perchè odio Verona più di ogni altra squadra, ogni altra città e i veronesi più di ogni altro popolo...
Durante la partita Livorno - Verona, quella feccia umana dei tifosi dell'Hellas ha intonato cori contro Mario Morosini, giocatore morto d'infarto la scorsa stagione. Frequento le curve da talmente tanti anni da sapere cosà è lecito e cosa non si fa. Mai. Ciò che hanno fatto quei maiali veronesi è inqualificabile, intollerabile, inaccettabile. Le tifoserie gemellate con quella razza dovrebbero rompere il gemellaggio, ma non hanno le palle per farlo.
Bene. Questa è anche una risposta a coloro che si chiedono come mai noi Napoletani fischiamo l'inno italiano e siamo contro l'Italia: se l'Italia prevede che noi e quei cessi subumani dobbiamo considerarci un solo Popolo, noi non ci stiamo.
Noi non possiamo mischiarci con quegli esseri, che rappresentano NON una minoranza, ma la MAGGIORANZA di quella città. Noi non possiamo appartenere alla stessa nazione di quelle munnezze.
Juve - NAPOLI: occasione per sprovincializzarsi
Premessa: scrivo questo post esprimendo, COME SEMPRE, una opinione personale.
Sono giorni, settimane che sento frasi come queste: "Dobbiamo vendicare Pechino", "Napoli - Juve è LA partita", "Battere la Juve è quasi un obiettivo stagionale", "La Juve rappresenta il Potere del calcio", ecc... ecc...
Stronzate. Grandissime stronzate.
Battere la Juve è sicuramente bellissimo, sia per il blasone degli avversari sia per i furti che hanno fatto nella loro storia (non è opinione, ma ci sono sentenze che lo deliberano). Però, porco cazzo, battere la Juve vale 3 punti e non credo minimamente che per loro la partita contro il Napoli rappresenti chissà cosa.
La tifoseria partenopea, eccezion fatta per le curve, è ancora un po' troppo provinciale. "Finchè vivrò odiero la Juventus" è un coro che non ho mai cantato e mai canterò. Perchè in diciotto anni di curva agli juventini ci ho pisciato in testa perchè sono una tifoseria di merda. Forse solo i Drughi si potrebbero salvare, ma gli anni di Fighters e Irriducibili sono stati penosi: la tifoseria bianconera è degnamente rappresentata da Mughini e Pavan.
Chi ha vissuto la curva sa che LA partita è quella contro l'Hellas Verona, contro l'Atalanta, non certo contro quelle latrine bianconere. Lo dico chiaro e tondo: tra vincere oggi e perdere la prossima, o pareggiare oggi e vincere la prossima, io scelgo la seconda. Senza dubbio. Dobbiamo piantarla di essere così provinciali e accontentarci di battere la Juve, magari per sfottere qualche collega al laoro o scrivere su facebook qualche frase ad effetto. Noi dobbiamo battere la Juve solo e soltanto perchè è a pari punti con noi, perchè è una squadra del nord mafioso che ci affama ogni giorno e perchè a Torino ci sono tantissimi napoletani e meridionali a cui bisogna regalare una gioia, per quanto effimera.
Io me ne sbatto i coglioni di battere la Juve e poi perdere la prossima. Io non faccio i caroselli con le auto se non ho alzato una sfaccimma di trofeo o non ho vinto un campionato.
Juve - NAPOLI è una partita. Punto. Non mi accodo al fracasso generale della massa.
Estraneo alla Massa, cazzo.
sabato 6 ottobre 2012
Tutti insieme ad Imbrani
Questa notizia mi ha rattristato molto. Carmelo Imbriani è malato di cancro. Un male duro, cattivo, infame. Ora si sta sottoponendo a chemioterapie a Perugia, e credo che gli farebbe piacere sapere che tutti noi, che tutti gli ultras, anzi che tutto il San Paolo sia vicino a lui e alla sua famiglia in questa lotta. La partita più dura.
Questo è tratto da canalenapoli.it:
Carmelo Imbriani, nonostante la breve permanenza in maglia Azzurra, è
rimasto nei cuori di moltissimi tifosi azzurri che ancora ricordano il
gol del 2-1 che permise al Napoli di Boskov di battere l’Inter al San
Paolo nel lontano 1995. Un mese fa pubblicammo la lettera di Pino Taglialatela
in cui “Batman” rendeva noto il serio problema di salute con cui sta
facendo i conti l’ex allenatore del Benevento, squadra con la quale era
in ritiro fino a pochi giorni prima del ricovero.
Intervistato da Alfredo Pedullà, riportiamo dal sito del giornalista
l’intervista integrale e auguriamo all’ex bomber del Napoli di vincere
questa partita col destino, sicuramente la più importante della sua
vita.
“Una storia incredibile. Il 13 luglio sono in ritiro in Sila con il Benevento,
non riesco a dormire la notte. Una settimana dopo violento acquazzone e
40 di febbre: temperatura fissa, un incubo. Resisto, penso che prima o
poi passa, ci tengo troppo alla mia avventura da allenatore. Ma il 20
non ce la faccio più. E chiedo alla società di tornare a casa. Mi faccio
visitare a Benevento, per due giorni non riescono a
capire. Poi la sentenza: broncopolmonite acuta, brutta botta. Ma è solo
l’inizio. Dopo un po’ trovano linfomi un po’ ovunque: una bastonata tra
testa e collo, la broncopolmonite non era che una conseguenza.
Mi mandano a Perugia, all’inizio non accetto. Fino a quindici giorni prima sei con la famiglia, a mare, senza pensieri. E poi ti crolla tutto. Io neanche sapevo cosa volesse dire chemio. E poi scopri cose assurde per chi ha fatto una vita da atleta. Ti senti debole, cadono i capelli, non sei più tu. Soprattutto: non sai, neanche immagini cosa potrà accadere. E diventa sempre più dura.
Chi mi ha dato forza? Le persone più care, quelle che non ti lasciano mai. Mia madre Concetta si è trasferita a Perugia, non mi ha lasciato un minuto. Il pensiero di avere accanto mio padre Fernando, mia sorella Diamante e mio fratello Giampaolo mi ha dato grande sollievo. Ho metabolizzato tutto, ho messo una bella corazza. E la svolta è stata quando, poco prima di partire per Perugia per la chemioterapia, dicevo a mio figlia: “Tranquilla, papà va a fare gol e torna subito”. E come dimenticare l’affetto di Valeria, mia moglie, che tra un mese mi farà diventare padre per la seconda volta, lo chiameremo Fernando. Prima della mia odissea, ho rischiato di perdere lei e il bambino: queste situazioni ci hanno resi più forti.
Mi hanno telefonato in tanti, gente famosa e meno, i tifosi di tutte le mie ex squadre. Ma ci sono situazioni che ti restano dentro. I cori dei tifosi del Benevento, ogni domenica. La visita del mio presidente Oreste Vigorito a Perugia: si è presentato a sorpresa, tenendomi la mano per un’ora. La lettera di Pino Taglialatela che telefonava ogni sera anche se io avevo voglia di negarmi a tutti.
La chemio procede molto bene, ma so che stiamo parlando di una brutta bestia e che non bisogna mollare di un centimetro. Forse i medici mi daranno presto il via libera per andare a salutare la squadra. Jorge Martinez ha tutta la mia fiducia, facciamo coppia in panchina e anche nel nostro modo di vedere le cose. Il mio sogno è tornare in panchina, tuttavia so che dovrò avere pazienza. Jorge mi chiama tre volte al giorno, mi fa sentire il suo affetto.
Ma io, Carmelo Imbriani, farò gol al destino: l’ho promesso a mia figlia”.
Mi mandano a Perugia, all’inizio non accetto. Fino a quindici giorni prima sei con la famiglia, a mare, senza pensieri. E poi ti crolla tutto. Io neanche sapevo cosa volesse dire chemio. E poi scopri cose assurde per chi ha fatto una vita da atleta. Ti senti debole, cadono i capelli, non sei più tu. Soprattutto: non sai, neanche immagini cosa potrà accadere. E diventa sempre più dura.
Chi mi ha dato forza? Le persone più care, quelle che non ti lasciano mai. Mia madre Concetta si è trasferita a Perugia, non mi ha lasciato un minuto. Il pensiero di avere accanto mio padre Fernando, mia sorella Diamante e mio fratello Giampaolo mi ha dato grande sollievo. Ho metabolizzato tutto, ho messo una bella corazza. E la svolta è stata quando, poco prima di partire per Perugia per la chemioterapia, dicevo a mio figlia: “Tranquilla, papà va a fare gol e torna subito”. E come dimenticare l’affetto di Valeria, mia moglie, che tra un mese mi farà diventare padre per la seconda volta, lo chiameremo Fernando. Prima della mia odissea, ho rischiato di perdere lei e il bambino: queste situazioni ci hanno resi più forti.
Mi hanno telefonato in tanti, gente famosa e meno, i tifosi di tutte le mie ex squadre. Ma ci sono situazioni che ti restano dentro. I cori dei tifosi del Benevento, ogni domenica. La visita del mio presidente Oreste Vigorito a Perugia: si è presentato a sorpresa, tenendomi la mano per un’ora. La lettera di Pino Taglialatela che telefonava ogni sera anche se io avevo voglia di negarmi a tutti.
La chemio procede molto bene, ma so che stiamo parlando di una brutta bestia e che non bisogna mollare di un centimetro. Forse i medici mi daranno presto il via libera per andare a salutare la squadra. Jorge Martinez ha tutta la mia fiducia, facciamo coppia in panchina e anche nel nostro modo di vedere le cose. Il mio sogno è tornare in panchina, tuttavia so che dovrò avere pazienza. Jorge mi chiama tre volte al giorno, mi fa sentire il suo affetto.
Ma io, Carmelo Imbriani, farò gol al destino: l’ho promesso a mia figlia”.
venerdì 5 ottobre 2012
Si salvano solo gli ultras
Dopo la partita di ieri ci sarebbero tante cose da dire. Partendo dalla qualità della rosa, forse sopravvalutata dopo la partita con l'Aik Solna (che ha perso in casa con gli ucraini del Dnipro...), alla mentalità dimessa dei giocatori, al turn over radicale, e altro.
Ciò che mi piace ricordare di una serata che andrebbe invece dimenticata totalmente è la prova offerta dagli ultras partenopei, ancora una volta GLI UNICI su cui si può SEMPRE fare affidamento.
Hanno sostenuto la squadra senza sosta, hanno cantato anche sullo 0 a 3, e tutti hanno notato e apprezzato la mentalità dei napoletani.
Chi non aspetta momento per parlar male degli ultras napoletani ieri si sarà intossicato parecchio!
domenica 30 settembre 2012
DA 20 ANNI...IN PASTO AI LEONI
Oggi, 30 settembre 2012, per chi non lo sapesse (tifosotti e occasionali), è l'anniversario di uno dei migliori gruppi ultras partenopei: VECCHI LIONS.
Era il 30-09-1992, appena ventanni fa, quando una costola dei Blue Lions decise di staccarsi per formare il gruppo, che si posizionò nella parte alta della curva A.
Nella mia personalissima classifica degli ultras del Napoli, dopo i FEDAYN, al secondo posto ci sono i VECCHI LIONS. Sicuramente, oggi non sono più quelli di qualche anno fa, conducono una linea ben diversa dal resto della curva, ma il loro apporto canoro fa ancora la differenza.
Ruggisci ancora vecchio leone.
ONORE ALLA VECCHIA MENTALITA' LIONS
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Era il 30-09-1992, appena ventanni fa, quando una costola dei Blue Lions decise di staccarsi per formare il gruppo, che si posizionò nella parte alta della curva A.
Nella mia personalissima classifica degli ultras del Napoli, dopo i FEDAYN, al secondo posto ci sono i VECCHI LIONS. Sicuramente, oggi non sono più quelli di qualche anno fa, conducono una linea ben diversa dal resto della curva, ma il loro apporto canoro fa ancora la differenza.
Ruggisci ancora vecchio leone.
ONORE ALLA VECCHIA MENTALITA' LIONS
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Reato di scavalcamento
Apprendo dal sito Tifonet.it:
In occasione della partita Napoli-Lazio gli agenti del commissariato San Paolo hanno contestato violazioni amministrative ad otto tifosi per mancato rispetto del 'regolamento d'uso', ovvero il corpus regolamentare che disciplina l'accesso e la permanenza a qualsiasi titolo all'interrno dell'impianto sportivo in occasione degli incontri di calcio.
Mentre erano in corso le operazioni di afflusso allo stadio i poliziotti hanno bloccato sei tifosi mentre stavano cercando di scavalcare il muro per entrare all'interno dello stadio. I sei sono stati denunciati per il reato di scavalcamento. Si tratta di giovanissimi, tre di Napoli, un avellinese, un salernitano e un casertano. Inoltre la polizia ha segnalato in Prefettura un giovanissimo in quanto mentre erano in corso i controlli ai varchi di prefiltraggio per l'accesso allo stadio e' stato trovato in possesso di tre grammi di marijuana.
La prima cosa che mi colpisce è che esiste - lo ignoravo, lo ammetto - il "reato di scavalcamento". Immagino esistano anche delle aggravanti (scavalcamento selvaggio, a gamba tesa, a piedi uniti, in concorso esterno, in associazione) e delle attenuanti (scavalcamento senza mani, a occhi chiusi, gioviale, femminile). Quando si dice che la giustizia italiana non funziona, bisognerebbe anche dire che intasiamo i tribunali con processi per reati ridicoli.
Per quanto riguarda questo pericolosissimo spacciatore che entra allo stadio con ben TRE grammi di marijuana, crediamo che sicuramente sia un esponente di un noto cartello di narcotrafficanti colombiani con base in Giamaica.
Questo è lo stato della giustizia negli stadi italiani.
Oggi Napoli a Marassi.
Genova è solo rossoblu.
mercoledì 26 settembre 2012
NAPOLI - Lazio: dal gol di Buso ai lucrosi IRR
Stasera c'è la Lazio. Sono lontani i tempi in cui questa partita significava anche confronto e scontro (non solo canoro...) tra noi partenopei e i burinotti. Una tifoseria che ha avuto qualche anno buono, indubbiamente. A volte si sono fatti preferire anche ai più numerosi romanisti, soprattutto nella mentalità. Hanno però avuto la grave pecca, per non dire l'onta, di sfruttare il loro crescente successo SOLO E SOLTANTO a fini commerciali. Lo striscione qui sopra, esposto più di 10 anni fa, esprime bene il concetto. Ai tempi di Cragnotti, gli ultras laziali hanno smesso i panni degli ultras e sono diventati imprenditori, hanno aperto negozi, hanno fatto trasferte pagate. Appena Cragnotti ha passato la mano a Lotito (personaggio CHE NON MI E' AFFATTO simpatico) i lazialotti imprenditori travestiti da ultras non sono riusciti a magnare più. Ci sono state denunce, processi e condanne; minacce velate o meno, fratture nella tifoseria e tra tifoseria e dirigenza. Qualche fascistello ha messo su un gruppuscolo che fa politica invece di fare tifo. Poca roba, insomma.
Napoli - Lazio mi fomenta un ricordo: una clamorosa rimonta con gol di Buso nel finale. Ero allo stadio. Che goduria.
venerdì 21 settembre 2012
Svedesi accoltellati... dagli ultras!
"Tifosi svedesi accoltellati da ultras napoletani".
Embè, questa è la VERITA' propinata dai media di regime. Potrei dirvi che non c'è nulla di ultras in quei gesti, ma sareste in pochi a capire. Allora tenetevi la vostra verità: ultras napoletani accoltellano svedesi.
E' mai capitato un accoltellamento a Milano, in occasione di una partita di Inter o Milan? Si, due anni fa.
Notizie al tg? Zero.
E' mai capitato un accoltellamento a Roma, in occasione di una partita di Lazio o Roma? Si.
Notizie al tg? Una, il giorno dopo.
A Napoli diventa notizia. Da sparare in prima pagina o nelle breaking news, magari prima della tripletta di Vargas. Lo devono sapere tutti: a Napoli, quei bifolchi degli ultras lamano la gente. Quindi statevi a casa, non andate in trasferta a Napoli: rischiate di prendervi una coltellata, o il colera!
E tutti pronti a sputare merda sul movimento ultras partenopeo. Non vedono l'ora, lo so: la "Napoli bene", cioè quella che ci ha venduto ai politici di ogni risma, che fa accordi con la camorra per le loro aziende, che difende i cammorristi nelle aule di tribunali, che raccomanda i figli cocainomani, che osanna De Laurentis anche se fa o dice cagate spaventose, non si riconosce negli ultras partenopei.
Meno male. Avevo paura del contrario.
Saluti e baci.
giovedì 20 settembre 2012
In Europa, con Sergio nel cuore.
Stasera il Napoli farà il proprio esordio stagionale nella Coppa Uefa 2012/13.
9 anni fa, stasera si giocava Avellino - Napoli. Non si giocò, perchè uno di noi morì allo Stadio Partenio. Poi ci furono scontri e atti di rabbia, una "orda di indemoniati" (secondo la stampa nazionale) si riversò in campo spaccando tutto.
Il Napoli perse a tavolino per 3-0, l'Avellino si tenne il cospicuo incasso, e il Napoli dovette giocare 5 partite a porte chiuse in campo neutro.
Ero ad Avellino, quella sera. L'orda di "indemoniati" fu fatta incazzare a posta: furono fatti arrivare tutti nello stesso momento, stipati come sardine sopra bus di linea, e fatti scendere nello stesso istante davanti a poliziotti in assetto antisommossa SENZA CHE FOSSE ANCORA ACCADUTO NULLA. Ho personalmente visto partire una carica SENZA ALCUN MOTIVO, e gente sfuggire alle mazzate e scavalcare per salvarsi. Uno di questi, Sergio Ercolano, vide la pensilina cedere sotto i suoi piedi e cadde nel vuoto. I soccorsi arrivarono con colpevolissimo ritardo: le scene dei napoletani che provavano a rompere i cancelli perchè quei geni degli avellinesi non trovavano le chiavi per aprirli e fare entrare l'ambulanza li ricordate? Poi, sempre quei geni, lasciarono tutto aperto e chi era incazzato per il trattamento subito e per i ritardi colpevoli dei soccorsi scese in campo sfondando tutto ciò che c'era a tiro.
Ciò che sto dicendo non è LA VERITA', ma è ciò che HO VISTO E VISSUTO quella sera ad Avellino. Sicuramente ci saranno altre versioni. Io dico la mia.
In Europa, con Sergio nel cuore.
Ciò che sto dicendo non è LA VERITA', ma è ciò che HO VISTO E VISSUTO quella sera ad Avellino. Sicuramente ci saranno altre versioni. Io dico la mia.
In Europa, con Sergio nel cuore.
mercoledì 12 settembre 2012
Strage di Hillsborough, strage di Stato
Colpevolizzarono i tifosi, ma la colpa era delle forze dell'ordine. Imposero leggi liberticide per il "terrore hooligans", ma la responsabilità era del braccio armato dello Stato. Ci sono voluti 23 anni per mettere la parola "Verità" vicino ai nomi delle 96 vittime, e pensate che ancora oggi si utilizzano le medesime armi di disinformazione per criminalizzare gli ultras.
Allora fu la Tatcher e il suo governo liberticida, oggi sono i discepoli della Tatcher. Ma la sostanza non cambia: il Sistema impone e falsifica, mente e uccide, utilizzando il braccio armato della Polizia e delle forze dell'ordine.
La verità sulla strage di Hillsborough arriva dopo 23 anni. Tanto ci ha messo la giustizia inglese – e solo dopo una petizione popolare firmata da oltre 100 mila persone – per rendere pubblici i documenti sulla tragedia del 15 aprile 1989, il giorno in cui 96 tifosi del Liverpool morirono schiacciati contro le transenne o calpestati dalla folla a Hillsborough, lo stadio di Sheffield che ospitava la semifinale di FA Cup contro il Nottingham Forest. Le oltre 400mila pagine – rese note oggi dall’apposito comitato presieduto dal vescovo di Liverpool – assolvono finalmente la tifoseria dei Reds dalla consapevole opera di disinformazione messa in atto dal governo conservatore della Thatcher (che ha operato anche con l’aiuto di quotidiani amici come il Sun) e accertano invece la responsabilità delle forze dell’ordine, sia al momento strage che nel tentativo a posteriori di coprirla falsificando referti e documenti.
Con incredibile e colpevole ritardo, arriva finalmente un riconoscimento anche per i famigliari delle vittime, dopo che per due decenni la verità ufficiale aveva ripetuto loro che la colpa della carneficina era esclusivamente dei loro cari. Tanto che il primo ministro Cameron oggi ha dichiarato: “E’ chiaro che queste famiglie hanno subito una doppia ingiustizia. L’ingiustizia della tremenda tragedia, il fallimento dello stato nel proteggere i loro cari e l’imperdonabile attesa prima di poter scoprire la verità che ha generato l’ingiustizia della denigrazione di chi è morto, di chi sinora è stato ritenuto colpevole della propria morte. Quindi, a nome del governo e del nostro paese, chiedo scusa per quanto è accaduto e non è stato fatto a lungo”.
Quel giorno di aprile, a causa di un’errata gestione del contenimento da parte delle forze dell’ordine che lasciarono entrare nello stadio molte più persone del dovuto, si scatenò un’ondata di panico. Nel fuggi fuggi generale grandi e piccini – il più piccolo aveva 10 anni, il più anziano 67 – rimasero schiacciati contro i muri e le transenne, o morirono calpestati nel tentativo di trovare la salvezza entrando in campo o dirigendosi verso l’uscita. Siccome il putiferio scoppiò in concomitanza con l’inizio della partita (ore 15), la polizia, pensando fosse un’invasione di campo, con una serie di violente cariche compresse ancora di più i tifosi all’interno della Lepping Lane contribuendo a peggiorare la carneficina. Quello che emerge oggi è non solo la mancanza di coordinamento tra le forze dell’ordine, la loro responsabilità nel non aver individuato le cause del problema e nell’aver risposto nel peggior modo possibile. Fino a sottoporre i cadaveri dei bambini al test dell’alcol per dimostrare che fossero ubriachi. Ma anche e soprattutto l’aver falsificato almeno 164 documenti ufficiali che avrebbero provato la loro responsabilità.
Sotto accusa anche i servizi di soccorso, inadeguati e inefficienti. Peggio di tutti fece il medico legale incaricato, che alle 15,15 del pomeriggio – esattamente 9 minuti dopo la sospensione della partita e la contemporanea apertura dei cancelli che consentirono l’inizio del deflusso degli spettatori – decretò la morte per asfissia irreversibile di 94 persone rimaste a terra sugli spalti. Salvo che poi gli esami post-mortem lo smentirono, stabilendo che 28 delle vittime non presentavano alcuna ostruzione cardiovascolare e 31 avevano il cuore e i polmoni in funzione anche dopo l’ondata di panico, ed erano quindi vittima di asfissia reversibile e si sarebbero potuti salvare. Per non parlare di testimoni che dichiararono, inascoltati, di aver visto alcune delle vittime che ancora respiravano dopo le 15,15: l’ora in cui tutti dovevano per forza essere morti. Così quei 94 morirono effettivamente a Sheffield – un ragazzo morì in ospedale 4 giorni dopo e un altro 4 anni dopo in stato vegetativo quando gli staccarono il respiratore artificiale – ma solo per altrui negligenza e approssimazione. Non certo per colpa loro.
Da lì la campagna di disinformazione della polizia, che obbligò giovani reclute a falsificare documenti e testimonianze, e quella governativa, che raggiunse il suo culmine nella pagina pubblicata il 19 aprile dal tabloid conservatore The Sun. Sotto il titolo in prima pagina The Truth (La Verità), il Sun pubblicò un’inchiesta fasulla e passata alla storia su indicazione “di un parlamentare conservatore”, come ammisero poi il direttore e diversi giornalisti. In quelle pagine i tifosi del Liverpool furono dipinti come un manipolo di ubriachi violenti, e finti virgolettati raccontavano che i supporter superstiti avrebbero urinato sui cadaveri o, come sciacalli, si sarebbero avventati sui loro portafogli. Questa è rimasta, fino ad oggi, la verità ufficiale e giudiziaria. Nonostante, fin da subito, un’indagine parlamentare affidata a Lord Taylor – utilizzata poi anche per definire le nuovi leggi in materia di stadi: niente più recinzioni, obbligo dei posti a sedere etc – evidenziò con prove le responsabilità delle forze dell’ordine. Ma nessun processo tra quelli tenuti a vario livello ha mai potuto contare sulle oltre 400mila pagine secretate oggi. Adesso a Liverpool chiedono una sola cosa: che 23 anni dopo una seria indagine e un giusto processo abbiano finalmente luogo.
Fonte: Il Fatto Quotidiano
sabato 8 settembre 2012
L'albo degli striscioni? Datevelo in faccia!
Ho aspettato due giorni prima di scrivere un post su questo argomento. Volevo evitare di scrivere qualcosa che potesse causarmi una denuncia per diffamazione di quei pezzi di merda che governano il Sistema Calcio. Adesso si sono inventati anche l'Albo degli Striscioni: tutti gli striscioni che vogliono entrare in uno stadio devono essere registrati. Un grave atto lesivo della libertà di espressione, perché le norme contro gli striscioni gravemente offensivi e razzisti ESISTE GIA', e basta solo applicarla. MA QUESTA CAZZATA dell'albo è davvero indecente, perché aumenta ancora il sistema repressivo all'interno degli stadi, che sono sempre più il terreno ove sperimentare tecniche di repressione di massa.
Se vado ad un corteo sindacale, devo registrare lo striscione? Se vado ad un comizio politico, devo registrare lo striscione? Se vado ad un concerto di piazza, devo registrare lo striscione? No! E perché in uno stadio devo registrarlo?
Io mi auguro che nessun gruppo aderisca, anche se già so che qualche gruppo di altre squadre farà ciò che il Sistema vuole. Così avranno gli stadi senza striscioni, semivuoti e freddi. La morte del calcio. A questo stanno arrivando.
domenica 2 settembre 2012
Che campo di merda...
I fans a prescindere di De Laurentis lo difenderanno ancora? Cerrrrto! Intanto stasera giocheremo su un campo indegno! Perchè la SSC Napoli ha cambiato società che cura il manto erboso? Mistero. Una bella figura di merda... Un campo pericoloso... E l'Uefa che si farebbe una grassa risata.
venerdì 31 agosto 2012
Sorteggio Coppa Uefa
C'è stato oggi il sorteggio di Coppa Uefa (che qualcuno chiama Europa League). Il Napoli ha beccato gli olandesi del Psv, gli svedesi dell'Aik Stoccolma e gli ucraini del Dnipro.
Devo approfondire la conoscenza delle tifoserie della compagine svedese e di quella ucraina, mentre gli olandesi sono già noti. Giudizio personale: sono una bella tifoseria. Tosta al punto giusto. Compatta. Non parliamo dell'Utrecht, ecco.
Voi? Che ne pensate di questo sorteggio e delle future tifoserie avversarie?
giovedì 30 agosto 2012
Home Card
“A disposizione dei tifosi nuovo strumento per abbonarsi senza la tessera del tifoso. La nuova procedura, disponibile presso il botteghino n.5 dello stadio San Paolo, prende il nome di SSC Napoli Home Card (voucher elettronico). Tale voucher consente l’accesso alle gare interne del campionato per chi non possiede già la Tessera del Tifoso e relativo abbonamento. E’ una novità molto importante che consente gratuitamente (senza costi di emissione) e ha il vantaggio del rilascio immediato. Non essendo una tessera del tifoso non consente di seguire il Napoli in trasferta e nemmeno di usufruire di alcuni sconti con le aziende partner". Questa la novità di casa Napoli presentata dal dottor Alessandro Formisano, Head of Operations della SSC Napoli.
fonte: http://www.napolipress.net/in-evidenza/abbonamenti-sscn-anche-senza-la-tessera-del-tifoso-nasce-la-home-card-per-le-gare-interne-del-napoli-78452.html
Perché per le trasferte non si fa una cosa del genere?
Vale ancora l'articolo 9?
sabato 25 agosto 2012
Stagione 2012/13, si comincia oggi
Prende il via oggi il campionato di calcio. Quest'anno i privilegiati in calzoncini non hanno rotto i coglioni con uno sciopero del cazzo e, quindi, il campionato parte regolare. Il nostro amato Napoli giocherà domani sera in quel di Palermo: trasferta ostica, sicuramente.
Comincia oggi anche un'altra stagione di sofferenza per gli ultras di tutta Italia, costretti ancora a fare i conti con l'incostituzionale Tessera del Tifoso/Fidelity Card: fino a quando continuerà il divieto di accesso per chi ha avuto in passato, ed ha risolto pagando il proprio debito alla giustizia, problemi con la legge... noi continueremo a disertare i vostri stadi dimmerda e, quando ci girano i coglioni, saremo più felici di sentirci le partite per radio o sui tanti siti che le fanno vedere gratis in streaming piuttosto che pagare le pay tv, vere artefici dello sfascio del Pallone insieme alla masnada ingorda di procuratori.
Il Napoli riparte senza Lavezzi e, soprattutto, senza Gargano. Diciamo "soprattutto" perchè l'uruguagio è sempre stato uno di quelli che non tirava mai indietro la gamba e che sudava la maglietta. Per il Napoli ha lottato sempre, in ogni campo e contro qualsiasi avversario, nonostante un fisico tarchiato ma bassino. Sempre in prima fila a difendere un compagno. Sempre pronto ad una rissa, se ce ne era bisogno.
Noi, che non tifiamo per i calciatori ma solo per la maglia, non possiamo che augurare a Gargano un futuro felice, e confidiamo di accoglierlo a Napoli senza fischi. Lui non ha tradito. Lui.
Come sono stati rimpiazzati Lavezzi e Gargano? Boh, bella domanda. Se avessimo contatti con la Società, lo chiederemmo a qualcuno. Ma noi non abbiamo nè vogliamo contatti con la Società, non abbiamo amicizie tra i pennivendoli che si autodefiniscono giornalisti, e andiamo dritti per la nostra strada. La maglia innanzittutto. Il nome di Napoli sopra tutto e tutti.
Due ananotazioni:
1) anche quest'anno invito TUTTI a fabbricarsi uno stendardo con su scritto AVANTI A GAMBA TESA e ad esporlo sui balconi ogni volta che gioca il Napoli. Facciamo come l'anno scorso: trasformiamo ogni balcone, ogni ringhiera, nel nostro spicchio di curva. Se non ci vogliono allo stadio, che la città diventi il nostro stadio!
2) chiunque vada allo stadio, in casa o in trasferta, e faccia foto che vuole pubblicare su questo blog, non ha che da contattarmi in privato. Evitate foto palummelliane, please.
1) anche quest'anno invito TUTTI a fabbricarsi uno stendardo con su scritto AVANTI A GAMBA TESA e ad esporlo sui balconi ogni volta che gioca il Napoli. Facciamo come l'anno scorso: trasformiamo ogni balcone, ogni ringhiera, nel nostro spicchio di curva. Se non ci vogliono allo stadio, che la città diventi il nostro stadio!
2) chiunque vada allo stadio, in casa o in trasferta, e faccia foto che vuole pubblicare su questo blog, non ha che da contattarmi in privato. Evitate foto palummelliane, please.
martedì 21 agosto 2012
Pronostico a bocce ferme
Lo sapete. Se bazzicate sto cazzo di blog da tempo, lo avrete capito. A noi del risultato interessa davvero poco. Conta la prestazione. La maglia sudata. Il tackle vinto. La gamba mai tirata indietro.
Quindi non vi voglio chiedere il classico pronostico del cazzo: che farà il Napoli? Vincerà lo scudetto? Si qualificherà in Coppa Campioni?
No. A me non me ne frega una mazza. O meglio, me ne frega relativamente.
Io voglio chiedervi: questa squadra lotterà su ogni pallone? Ci darà soddisfazioni? Vedremo entrate dure e giocate fantastiche? Vedremo uno spogliatoio compatto? Assisteremo a tutti che difendono il compagno in difficoltà o sotto torchio? Suderanno la maglia? Smetteranno di dare la mano a chi non la merita?
A voi la parola.
Oltre il risultato.
sabato 18 agosto 2012
lunedì 13 agosto 2012
sabato 11 agosto 2012
FORZA RAGAZZI
Orgoglioso dei nostri ragazzi che si sono battuti fino all'ultimo secondo ed orgoglioso del fatto che non si siamo presentati alla premiazione...!
VERGOGNATEVI JUVENTINI DI MERDA!!!
mercoledì 8 agosto 2012
giovedì 2 agosto 2012
mercoledì 1 agosto 2012
AUGURI ETERNA PASSIONE
DAL 1926 SEI L'ORGOGLIO DI TUTTI NOI PARTENOPEI...NONOSTANTE IL VERO CALCIO APPARTIENE AL PASSATO, L'AMORE PER TE RESTA IMMUTATO.
AUGURI UNICA FEDE
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