domenica 19 maggio 2013
Roma - NAPOLI chiude la stagione

Stasera si chiude la stagione 2012/13 della nostra amata squadra. Un campionato, a mio avviso, assolutamente positivo, sia per i risultati in campo sia per quelli sugli spalti.
Molte sono le incognite sul futuro: Mazzarri resta o va via? E Cavani? Che mercato farà il Napoli?
Lasciamo ad altri rispondere a queste domande. Sono sicuramente più bravi di noi.
Lasciamo ad altri rispondere a queste domande. Sono sicuramente più bravi di noi.
Noi, nel nostro piccolo, abbiamo resistito un altro anno, mantenendo in piedi questo blog e facendo qualche capatina in qualche stadio quando le norme liberticide come la Tessera del Tifoso o il divieto di vendita biglietti ce lo hanno consentito. Come noi, tantissimi ultras (a Napoli e fuori Napoli) hanno seguito quando e come hanno potuto le sorti della nostra squadra, con una mentalità che i vari tifosotti non capiranno mai.
Ora si andrà in Europa, e sentiremo ancora le lamentele (giuste? sbagliate?) sulle file e sui biglietti.
Io, nel mio piccolo, non me ne preoccupo.
Per me essere ultras non è una cosa che si limita all'evento sportivo, ma si traduce in prassi quotidiana, sul lavoro come in piazza.
Per me essere ultras non è una cosa che si limita all'evento sportivo, ma si traduce in prassi quotidiana, sul lavoro come in piazza.
Buona fine stagione a tutti.
domenica 12 maggio 2013
Addii veri o presunti
Chi vuol restare resti, chi vuole andare vada.
Noi ci saremo sempre, qualsiasi cosa accada.
SOLO LA MAGLIA
mercoledì 8 maggio 2013
A tre punti dalla certezza
E' importante avere un sogno, un desiderio, un anelito.
E' fondamentale avere una certezza, un obiettivo raggiunto, un punto di partenza.
Il Napoli è a tre punti da questa certezza. Una vittoria a Bologna potrebbe consegnarci, con due giornate di anticipo, la matematica qualificazione alla fase finale della prossima Coppa Campioni.
Con questo stato d'animo bisogna vivere questa giornata: l'attesa di un momento importante. Un obiettivo viene raggiunto, e da lì si può e si deve partire per fare, l'anno prossimo, un percorso europeo di alto profilo. Lo meritano i tifosi, a partire dagli ultras. Ma lo merita anche la città di Napoli, che proprio con lo sport sta rinverdendo la propria immagine. Si pensi alla America's cup di vela, o alla Coppa Davis di tennis: manifestazioni che sicuramente non hanno portato soldi alla nostra unica Capitale, ma che di certo hanno dato al mondo intero una immagine di Napoli ben diversa da quella di una città sommersa dai rifiuti e paralizzata dalla camorra e dalla malapolitica. Sicuramente Napoli ha ancora tutti questi problemi, ma altrettanto sicuramente NAPOLI NON E' SOLO QUESTO!
La qualificazione in Coppa Campioni non ha, quindi, solo una valenza sportiva. Ha, soprattutto, una valenza sociale e culturale.
Tre punti. Solo tre punti.
mercoledì 1 maggio 2013
Anche Ibra stregato dal Tempio del Calcio
Tratto da Repubblica
DI PALLONI ne toccò pochi, narrano le cronache: un po' perché le amichevoli non sono mai state il pane quotidiano per un tipo duro come Zlatan, ma soprattutto perché Ibrahimovic era troppo impegnato a godersi lo show per seguire il gioco, in quella sera di primavera che lo fece innamorare del San Paolo. Era il 9 giugno del 2005 e il gigante svedese passò quasi inosservato - un ospite tra i tanti - durante la girandola di emozioni per l'addio al calcio di Ciro Ferrara: un happening trasformatosi poi, strada facendo, nella travolgente festa di Maradona. A Ibra è capitato di rado di mettersi in un angolo, sia pure nella posizione privilegiata di co-protagonista. Ma quella volta, noblesse oblige, perfino lo zingaro di Malmoe accettò volentieri di inchinarsi per due volte: al mito di Diego («Il più grande di tutti i tempi») e all' incredibile spettacolo del pubblico di Fuorigrotta, che lo lasciò a bocca aperta per lo stupore. «Mai vista una simile prova d'affetto per un calciatore». Ibrahimovic invidiò moltissimo Maradona, quella notte. Nella onorata carriera di Zlatan, come nella sua vita da globetrotter del pallone, l' unico tassello che manca è infatti proprio il senso di appartenenza: lo stesso che unisce invece in modo indissolubile Napoli e Diego. Nessuna tifoseria d'Europa ha avuto il tempo per affezionarsi troppo a Ibra, che ha cambiato otto maglie e ha fatto più che altro collezione di nemici, incurante di passare dall' Inter al Milan con la stessa disinvoltura di un pendolare. Del football. Ma quella notte a Fuorigrotta fece affiorare il rimpianto. «Ecco, un giorno piacerebbe pure a me essere accolto come Maradona: non posso concludere la mia carriera senza aver giocato con la maglia del Napoli», sussurrò Ibra nell'orecchio di Mino Raiola, il supermanager che ha trasformato in oro il talento e i desideri del gigante svedese. È solamente a lui che Zlatan confessa le sue ambizioni più segrete. E di recente se n'è aggiunta un' altra. «Mi manca un' esperienza in una squadra meridionale: una sfida». Ibra ha vinto tanto, stando sempre però dalla parte dei forti. Nella sua bacheca ci sono già 8 scudetti, tra Eredivisie, serie A e Liga, conquistati con i colori prestigiosi di Ajax, Juventus, Inter, Barcellona e Milan. E in arrivo c' è quello dalla Ligue1 francese, a portata di mano con il Paris St Germain. Ma a 31 anni, compiuti nello scorso ottobre, in Ibrahimovic cresce la voglia di vincere anche da outsider, non solo da favorito: proprio come Maradona a Napoli. Ecco perché il San Paolo sarebbe l'approdo ideale per l' irrequieto Zlatan, che ne ha parlatoa Parigi pure con Lavezzi. Lo zingaro del gol cerca casa.
Personalmente non provo molta simpatia per Ibra, però fa comunque piacere che un calciatore rimanga affascinato dallo spettacolo offerto dalle nostre gloriose curve persino in occasione di una amichevole.
lunedì 29 aprile 2013
A un passo dalla qualificazione
Manca poco, davvero poco.
La vittoria di Pescara, più importante di quanto si pensi, visto che il rischio di fare figuracce contro l'ultima in classifica è sempre dietro l'angolo, ci consente di avvicinarci decisamente alla qualificazione diretta alla prossima Coppa Campioni.
Mancano quattro partite. Due di queste sono contro storiche avversarie, sia in campo che sugli spalti. Inter e soprattutto Roma, in trasferta, all'ultima di campionato. Probabilmente andrò all'Olimpico, essendo da anni residente a Roma. Non ho ancora deciso, anche perchè dipende dai turni di lavoro.
C'è però un tema che mi è caro, e che nei commenti agli ultimi post viene ribadito. Il caro prezzi. Il Cinepresidente deve piantarla di mettere le curve, cioè settori POPOLARI, a prezzi troppo alti. Non è ammissibile che in tempo di crisi uno debba svenarsi per andare allo stadio! NON E' ACCETTABILE!
Come è noto, su questo blog parliamo poco di calcio mercato e molto più di ciò che riguarda le curve. Cavani va, Cavani resta... ci sono centinaia di blog su cui è possibile discutere di questo. Qui sopra vogliamo lanciare L'ENNESIMO URLO DI RABBIA per chi, non volendosi piegare alla logica incostituzionale della tessera del tifoso, è costretto a camprare i singoli biglietti per le singole partite.
'E SORDI NUN CE STANNO... 'A SACCA E' VOTA!
domenica 21 aprile 2013
Quando battiamo il Cagliari all'ultimo tiro...

... non possiamo che dedicare un pensiero poetico a quest'uomo:
DALL'INCROCIO TRA UNA TROIA E UN OVINO E' NATO QUEL BASTARDO DI CELLINO.
sabato 20 aprile 2013
martedì 16 aprile 2013
"Il ritorno degli hooligans"
Tratto da calciomercato.com:
Un pericoloso ritorno al passato, un allarme da non sottovalutare. L'Inghilterra riscopre la ferocia degli hooligans, un fenomeno mai completamente debellato che è tornato a farsi sentire nel weekend, a Londra come a Newcastle. Scontri e feriti davanti a Wembley, in occasione della semifinale di FA Cup, tra tifosi di Wigan, di Millwall e polizia, tafferugli con arresti anche al St James' Park, al termine del sentitissimo derby del nord tra Newcastle e Sunderland, vinto a sorpresa 3-0 dagli uomini di Di Canio.
Violenze che vanno al di là dell'"odio" per i colori dell'avversario, che trovano spiegazione nel disagio sociale sempre più crescente in tempo di crisi. L'alcol e la droga hanno fatto il resto, a Londra come a Newcastle sembrava di rivivere i terribili anni 70'-80', che hanno cambiato il modo di vivere il calcio in Inghilterra. Ci saranno provvedimenti disciplinari nei confronti delle società coinvolte e giudiziari verso i tifosi arrestati, ma difficile credere che sia finita qui. Nella settimana della morte della Lady di Ferro Margaret Thatcher, che adottò una strategia di repressione totale contro contro gli hooligans, il Governo inglese si ritrova costretto a far fronte ad un problema che non va sottovalutato.
LASCIO A VOI I COMMENTI...
domenica 14 aprile 2013
Mezzo pieno o mezzo vuoto?

Come è il bicchiere dopo questo pareggio di San Siro?
Non riusciamo a battere la Juve (un pareggio e una sconfitta) e il Milan (due pareggi). Con l'Inter giocheremo tra poco il ritorno. Abbiamo giocato con un uomo in più per una ventina di minuti, eppure non siamo stati realmente pericolosi con la superiorità numerica.
Questo è, a mio avviso, il bicchiere mezzo vuoto.
Abbiamo pareggiato una partita che si era messa male, con una bella azione corale.
La squadra ha lottato su ogni pallone, è stata cattiva e dura quando serviva. Behrami superlativo, ma un po' tutti sono stati bravi, inquadrati, senza timore se non in pochi frangenti, hanno risposto a tono, hanno mostrato i denti, hanno difeso il compagno.
Il Milan è sempre a 4 punti. La promozione diretta in Coppa Campioni si avvicina di un passo, anche se è ancora lontana e le battaglie da vincere non sono assolutamente finite.
E questo è il bicchiere mezzo pieno.
Ora dite la vostra.
27 anni
Sono 27 anni che il nostro amato Napoli non vince a Milano contro i rossoneri.
27 anni fa io non avevo ancora la barba, facevo le elementari, ero innamorato di Maradona al punto di giocare a pallone con gli amici utilizzando solo il sinistro (nonostante fossi destro), andavo allo stadio solo quando mio padre riusciva ad accaparrarsi un biglietto e adoravo perdere la voce in curva A.
27 anni fa ero un bambino, e di quel periodo ricordo poco. Ma ricordo quella vittoria a Milano.
Milano non è solo una città storicamente ostile per i nostri colori, ma anche e soprattutto ostile per il nostro popolo partenopeo. Una vittoria a Milano contro il Milan miliardario e berlusconiano rappresenta molto più di una quasi certa qualificazione alla fase finale della prossima Coppa Campioni. Negli ultimi anni abbiamo vinto a Torino contro la Juve e a Milano contro l'Inter. Manca questa partita per chiudere il cerchio.
Per dedicare l'ultima, decisiva vittoria ai nostri fratelli napoletani che vivono al nord.
I ragazzi che stasera indosseranno la nostra maglia forse non sanno tutte queste cose. Forse non sentono questa carica. Forse non conoscono tutta questa storia.
O forse si. Magari capitan Cannavaro avrà raccontato qualcosa. E magari, se serve una spinta in più per vincere l'ultimo tackle o per correre un metro in più, questa carica potrà essere utile.
giovedì 4 aprile 2013
La mentalità non ha età...
Ieri, in occasione della partita Samp-Inter, ha perso la vita un tifoso blucerchiato in seguito a un arresto cardiaco. In un periodo storico dove gli stadi si svuotano, e la mentalità latita, l'uomo scomparso aveva 76 anni...CHAPEAU
sabato 30 marzo 2013
Applausi

La squadra stasera ha onorato la nostra maglia e la nostra città.
Quante squadre avrebbero vinto 5 a 3 in trasferta quando, a un quarto d'ora dalla fine, stavano sotto 3 a 2?
Quante squadre avrebbero segnato 5 gol in trasferta, sbagliato un rigore e aver dominato nettamente in ogni parte del campo (infatti i gol del torino sono venuti solo da errori individuali)?
La risposta è semplice: NESSUNA. In Italia, almeno.
Oggi i ragazzi che sono scesi in campo hanno vinto la partita più bella della stagione di serie A.
Dobbiamo essere orgogliosi di loro, e dedicare ad ognuno di loro un posto nella nostra memoria e nella nostra storia.
Perchè non è solo alzando i trofei che si entra nella Storia di un club.
Ma queste sono cose che i tifosi delle altre squadre NON CAPIRANNO MAI!!!
venerdì 29 marzo 2013
Verso Torino - NAPOLI
L'ultima vittoria in serie A del Napoli a Torino fu nel 1993. A decidere la sfida fu un ex:

Bei ricordi di vent'anni fa...
lunedì 18 marzo 2013
Degenerazione sociale...
La prima cosa che mi viene da dire è che la
situazione nel nostro paese è sempre peggio. Naturalmente non mi riferisco a
questioni politiche, mai lo abbiamo fatto e mai lo faremo, non mi riferisco
nemmeno alla crisi economica vero grande problema dei giorni d’oggi, bensi’,
come intitolato questo post, alla “degenerazione sociale” che dilaga in ogni
parte della Penisola.
Chi frequenta questo blog sa benissimo che chi lo
gestisce non appartiene a nessun gruppo ultras, ogni commento è frutto di un gruppo
di amici che hanno in comune la passione per il calcio e per il Napoli, che
hanno alle spalle anni di stadio e di curva, ma che allo stesso tempo hanno
maturato un’idea indipendente dalle logiche curvaiole.
Detto questo, fatta per l’ennesima volta questa
premessa, ritornando al titolo del post sono disgustato dagli ultimi episodi che
hanno visto protagonisti sedicenti tifosi. Attaccare il pullman di una squadra
di calcio, distruggere auto in sosta, esporre striscioni inneggianti l’Heysel,
intonare cori pro eruzione del Vesuvio, saluti fascisti, buu razzisti ormai
sono diventati all’ordine di ogni weekend calcistico. Che sia Torino, Milano,
Napoli o qualsiasi altra città, sono sempre meno coloro che si sottraggono a
questo mal costume tutto nostrano.
Di questo passo dove arriveremo? Dov’e’ la
mentalità? Sarà l’effetto della Tessera del tifoso? Saranno gli stadi
fatiscenti che allontano le famiglie? Ci possiamo interrogare per ore, nessuna
risposta giustificherà tali atteggiamenti.
Va benissimo la rivalità sportiva, il campanilismo è
sempre esistito ed è giusto che ci sia, ma qui siamo andati oltre, non c’e’ più’
rispetto nemmeno per i defunti. Tutto ciò non farà altro che aizzare i toni aumentando
l’odio che già imperversa in questo paese.
Che possa risultare simpatico o meno, Antonio Conte
ha ragione nel dire che il calcio non può tramutarsi in una guerra, affermando
che nel resto d’Europa questo non avviene.
Proprio ieri guardando i goal degli altri campionati
europei (Premier e Bundesliga) la mia attenzione era rivolta agli spalti, che
si trattasse della prima o dell’ultima in classifica, ogni stadio era pieno o
quasi, per noi che non siamo più abituati è un bel colpo d’occhio. Provate a
fare la stessa osservazione nei campi di Serie A, partita di cartello a parte,
gli altri stadi sono semivuoti per non parlare poi della Serie B.
Credo che alla fine ognuno ha le proprie responsabilità:
istituzioni, addetti ai lavori, tifosi, in misura diversa si è contribuito ad
esasperare gli animi. La degenerazione sociale non riguarda solo il calcio è
visibile anche in altri contesti della nostra vita, facciamo tutti un passo
indietro prima che sia troppo tardi.
domenica 17 marzo 2013
Bergamasco chi non canta...
VAFFANCULO ALL'ATALANTA!!!
BERGAMASCO CUNTADìN, ZAPPA LA TERRA, ZAPPA LA TERRA...
BERGAMASCO CUNTADìN, ZAPPA LA TERRA, ZAPPA LA TERRA...

lunedì 11 marzo 2013
Vi abbiamo chiesto solo una cosa...SUDARE LA MAGLIA.
I tifosotti ci sono, c'è poco da fare. Quelli che vanno al San Paolo "perchè viene la Juve". Quelli che pretendono di andare ad Anfield, quando non sono mai andati ad Manfredonia. Quelli che fino a un mese fa parlavano di scudetto, e adesso dicono che Cavani non è un top player, De Sanctis non è buono, Mazzarri se ne deve andare, De Laurentis deve cacciare i soldi, ecc...
Alcuni tifosotti vengono anche su questo blog, infestandolo e lasciando scadere il livello di altri interventi che, condivisibili o meno, almeno esprimono una Mentalità; ma siamo libertari e concediamo a tutti di parlare.
Cosa chiedono gli ultras al Napoli? Di vincere lo scudetto? No, mai. Certo, se succede non ci dispiace. Di vincere la Coppa Campioni o la Coppa Uefa? Men che meno. Di battere la Juve o il Milan o l'Inter? La visione palummelliana del calcio e del tifo è passata, e i nostri campionati non sono belli o brutti in base a quanti gol facciamo o prendiamo dalla Juve o dalle milanesi.
Gli ultras hanno chiesto, chiedono e chiederanno, sempre e soltanto una cosa: SUDARE LA MAGLIA! Lottare su ogni pallone, pressare, vincere i tackle. Poi il risultato, se possibile, ci arriderà.
Ebbene, proprio per questo bisogna incazzarsi per la partita di ieri. Non per il risultato, nè per i 9 punti di svantaggio dalla Juve o per il Milan (che tra poco ci ospiterà a San Siro) che si è avvicinato clamorosamente.
No, bisogna incazzarsi perchè ieri quelli del Chievo lottavano con una grinta che i nostri non avevano. Quelli del Chievo, tecnicamente più scarsi dei nostri, hanno giocato alla morte, hanno lottato su ogni pallone, si sono aiutati in campo ed hanno offerto ai loro tifosi (perchè la parola "ultras" non può essere utilizzata per North Side e roba varia...) una prestazione maiuscola.
Capiamoci sulle parole: "prestazione" maiuscola. Il "risultato", invece, poteva anche non essere positivo. Ma alla fine, gli applausi da parte dei loro tifosi ci sarebbero stati.
Vi abbiamo chiesto solo una cosa: sudare la maglia. E ieri non lo avete fatto.
venerdì 8 marzo 2013
Al Bentegodi per vincere
Chi bazzica questo blog avrà capito che, quando il Napoli gioca contro le squadre di Verona (Hellas soprattutto, ma anche il Chievo), il cuore batte più forte. Non che Juve, Milan, Inter o le romane non siano avversarie che suscitano sensazioni forti. Ma Verona è Verona...
Io non credo allo scudetto. Ma non è importante. E' viceversa fondamentale andare in quella landa nebbiosa e spalmarli per terra. Come sappiamo, Chievo per noi non evoca ricordi allegri. Tutt'altro.
E' arrivato il momento di invertire la tendanza.
Adesso.
sabato 2 marzo 2013
Grazie comunque
Chi scrive non ci ha mai creduto. Il Napoli non ha una rosa da scudetto.
Voglio comunque ringraziare i ragazzi che, anche ieri sera, se la sono giocata. Sono più deboli della Juve, che meritatamente è capolista e, se non dovesse succedere uno scatafascio, si riconfermerà campione d'Italia.
Evito di commentare le stomachevoli provocazioni di Chiellini, il "nuovo Materazzi", così come evito di stigmatizzare l'indegno comportamento di chi fa i titoloni per un sasso lanciato sul pullman della Juve e qualche trafiletto nascosto per le macchine sfasciate dai tifosotti juventini (definirli ultras mi pare eccessivo... trattasi di juventini...).
venerdì 1 marzo 2013
lunedì 25 febbraio 2013
sabato 23 febbraio 2013
Avellino - Napoli '03: condannati 4 tifosi partenopei

A seguito degli scontri del settembre 2003 al Partenio di Avellino, su cui la verità non è mai stata detta fino in fondo, 4 tifosi del Napoli sono stati condannati a risarcire 80mila euro al Comune di Avellino, costituitosi parte civile nel processo.
Io ero lì, quella sera. E ricordo bene la polizia in assetto antisommossa sin dalle 18.30 (quando non c'era ancora NESSUNO!), ricordo i ritardi nei soccorsi del povero Sergio Ercolano, ricondo che non si riusciva nemmeno ad aprire il cancello, ricordo che nessuno si preoccupò di chiuderlo.
Chi paga per quella serata? 4 ultras partenopei e la famiglia del povero Sergio Ercolano. Le forze dell'ordine, i soccorsi e il comune di Avellino, invece, non hanno colpe.
Giustizia italica.
mercoledì 20 febbraio 2013
Massimo Bonetti: "Come si ruppe il gemellaggio Napoli - Roma"

In una intervista su CalcioNapoli24.it sulla figura di Massimo Troisi, l'attore Massimo Bonetti ha parlato della passione per il calcio che accomunava i due. Troisi napoletano, Bonetti romanista, amanti del calcio e avversari delle squadre settentrionali.
Tra le tante cose, Bonetti ne dice una molto interessante su come si ruppe il gemellaggio tra Napoli e Roma:
"Io ricordo bene l'episodio che pose fine al bellissimo gemellaggio
tra le due tifoserie, ero allo Stadio. Andò così: partì il tifoso
romanista dalla curva sud con la bandiera e si diresse verso la nord
strapiena di tifosi biancoazzurri napoletani. Quando arrivò lì ci furono
applausi e cori per la Roma da parte loro, una cosa bellissima. Partito
dalla curva nord quello napoletano, invece, una volta attraversato il
campo e giunto alla Sud, prese fischi e bottigliette. Da romanista vero,
doc, oggi chiedo scusa agli amici partenopei. Poi si è scritto del
gesto dell'ombrello di Bagni ecc. ecc., ma quello è un episodio
successivo e sicuramente, seppur deprecabile, fu la reazione
adrenalinica dopo un gol che valeva un pareggio riacciuffato in netta
inferiorità numerica, non certo la causa della fine di quell'amicizia.
Spero che in futuro si possa ripristinare quel bel clima".
lunedì 18 febbraio 2013
NOI TI RICORDEREMO...
In occasione dell'ultima giornata di campionato di serie A, mentre al San Paolo e a Marassi si osservava un minuto di silenzio per ricordare la tragica scomparsa di Carmelo Imbriani, nel resto dei campi ciò non avveniva. A differenza della Lega di serie C, quella di A non ha ritenuto opportuno commemorare un ex atleta, un uomo di sport, un professionista serio. Da questa decisione cosa dobbiamo dedurre? Che non tutte le morti sono uguali? "Complimenti" a Beretta&C. oggi più che mai il calcio ne esce sconfitto.
Ciao Carmelo...noi ti ricorderemo!
domenica 17 febbraio 2013
Gli spalti da scudetto, la squadra no.
Stavolta vediamo quale scusa utilizzeranno per giustificare una prestazione - questa si - stomachevole. Zero tiri in porta, parecchi giocatori sotto tono, ricambi mai all'altezza della situazione.
Contro il Plzen il pubblico partenopeo è stato accusato di scarso sostegno: sarebbe come accusare Bolt di essere lento.
Oggi pomeriggio il sostegno dei tifosi è stato costante, a tratti emozionante.
Risultato? 0-0 in casa con la Samp e velleità scudetto - che personalmente non ho mai avuto - che vanno a farsi fottere. Definitivamente? Credo proprio di si.
Oggi abbiamo avuto l'ennesima dimostrazione che, per quanto forte, la nostra squadra è composta da giocatori che non possono ambire a traguardi superiori ad un piazzamento europeo (salvo poi essere eliminati negli ottavi, come succede da anni).
Viceversa le curve hanno dimostrato, per l'ennesima volta, un attaccamento alla maglia ed un sostegno ammirevoli. I ragazzi delle curve - loro si, cazzo! - sono da scudetto.
NAPOLI - Samp, una vittoria per Imbriani

C'è un velo di tristezza che avvolge la partita di oggi contro la Sampdoria al San Paolo. No, non mi riferisco alla sonora sconfitta casalinga contro il Viktoria Plzen. Mi riferisco alla scomparsa di Carmelo Imbriani. La sua scomparsa è stata la sconfitta più grave: il male che lo attanagliava ha vinto, ma Carmelo ha lottato. Come un Vecchio Leone.
Vinciamo, e dedichiamo alla sua memoria questa vittoria.
venerdì 15 febbraio 2013
Addio Carmelo, dal profondo del cuore.
Hai lottato fino alla fine.
Addio Carmelo.
Che la terra ti sia lieve.
giovedì 14 febbraio 2013
Invece di fischiare, invadere Plzen.
Partita finita.
Il Napoli ha perso in casa col Viktoria Plzen, per 0-3.
Al fischio finale, bordate di fischi e solo qualche timido applauso. In curva hanno intonato qualche coro.
Beh, che cazzo di mentalità è questa? Siamo già stati eliminati? E' tutto finito? E' inutile che andiamo a Plzen, tanto siamo già stati eliminati?
Parliamoci chiaro: ribaltare il risultato è praticamente impossibile. Serve un'impresa. Esattamente come fu un'impresa quella l'anno scorso: il Chelsea ci fece 4 gol e passò il turno, fino a vincere la Coppa Campioni. Le imprese riescono! Le imprese si possono fare! Cazzo!
Non voglio sentire discorsi da tifosotto tipo "Mazzarri punta tutto sul campionato" oppure "La squadra voleva uscire dalla Coppa". Voglio sentire chiedere informazioni su come comprare il biglietto per Plzen, su come arrivarci, e cose del genere.
I loro tifosi si sono presentati al San Paolo ed hanno sostenuto la loro squadra.
Noi dobbiamo INVADERE Plzen e fargli passare una pessima serata. Fargli 3 o 4 gol e superare il turno.
Poi, se non ci dovessimo riuscire, allora... e solo allora... possiamo fischiare, se riteniamo che la squadra non ha dato tutto.
Prima no. Impariamo dal Chelsea: le imprese esistono per essere realizzate.
Mentalità, fratelli. Mentalità.
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