Il servizio dell'ottimo Militello sulla tessera del Tifoso. Le cose dette in questo servizio sono INATTACABILI: la tessera del tifoso E' GIA' un fallimento.
Attendo vostri commenti!
lunedì 6 dicembre 2010
sabato 4 dicembre 2010
A GENNAIO...
BIGON: I PROBLEMI DI UNA CITTA' NON POSSONO CONDIZIONARE L'OPERATO DI UNA SOCIETA'...A GENNAIO VOGLIAMO INVESTIMENTI MIRATI PER IL SALTO DI QUALITA'!!!
STAMPA INFAME
Riscrittura Avanti a Gamba Tesa
Scribacchio questo cazzo di romanzo da 3 anni, ormai. E mi rendo conto che non va più bene. Pertanto ho deciso di riscrivere "Avanti a gamba tesa", puntando magari a farlo uscire alla fine della stagione. Così d'estate, sotto l'ombrellone, tra una notizia di mercato e l'altra, qualcuno di voi potrà leggere questo romanzo sugli ultras e degli ultras.
Cambia la forma: non più romanzo, ma racconti. Tutti legati da un filo comune: la mentalità, essere e vivere ultras 7 giorni su 7. Se il calcio può essere una metafora della vita, allora anche gli spalti, le curve, le gradinate possono essere metafora di vita.
Vi terrò informati.
venerdì 3 dicembre 2010
Mentaltà Anfield Road
In attesa di qualche video e/o foto dalla trasferta di Utrecht, rifacciamoci gli occhi con un bel video su Liverpool - NAPOLI.
giovedì 2 dicembre 2010
Appello Sandri: fu omicidio volontario

Oggi c'è Utrecht - NAPOLI. Tutti voi, carissimi lettori e militanti ultras, probabilmente vi aspettate un articolo su questa partita importantissima per la storia del Napoli. Avete ragione, dovrebbe essere così.
Eppure, per chi come me e molti di voi intende l'essere ultras non solo andare allo stadio e seguire la propria squadra, ma come un Stile di Vita che si traduce in ogni atteggiamento quotidiano, la notizia più importante è che Spaccarotella sia stato condannato in Appello a 9 anni e 4 mesi di reclusione, oltre all'interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Non 14, ma neanche più sei. Luigi Spaccarotella, in appello, è stato condannato a 9 anni e 4 mesi, con l'accusa di omicidio volontario. I 14 anni erano la richiesta dell'accusa, sei la sentenza di primo grado. Cambia il capo d'accusa: non più omicidio colposo, ma volontario, nei confronti di Gabriele Sandri, il tifoso della Lazio ucciso con un colpo di pistola l'11 novembre 2007 nell'area di servizio dell'A1, a Badia del Pino (Arezzo).
Nessuna vendetta, ma solo giustizia. E quando la giustizia colpisce un poliziotto e difende la famiglia di un ragazzo morto ammazzato in una circostanza assurda e tragica, è davvero una notizia.
Stasera forza Napoli, come ogni giorno che il sole albeggia. Ma dentro il cuore, lasciamo un posto per Gabbo.
mercoledì 24 novembre 2010
Scandalo Mou, scandalo Real
Dal blog L'OLIGARCA:

Ieri sera abbiamo avuto l'ennesima dimostrazione che il calcio moderno, fatto di miliardi più che di onore, di fini che giustificano qualsiasi mezzo, è l'antitesi dello sport.
Jose Mourinho, allenatore del Real Madrid, una delle squadre più famose del mondo, forse la più famosa, che ha vinto qualsiasi cosa... ieri sera, sul risultato di 4 a 0 a suo vantaggio nella trasferta di Amsterdam contro l'Ajax, ha "costretto" i propri calciatori Xabi Alonso e Sergio Ramos a farsi espellere, così da scontare la prossima giornata di squalifica e ritornare agli ottavi con la "fedina penale" pulita.
Una vergogna, non c'è che dire. L'atteggiamento antisportivo di Mourino è noto, ma che adesso anche il glorioso Real Madrid si pieghi a questi mezzucci da terza categoria è davvero stomachevole.
La Uefa ha aperto una indagine: spero vivamente che i due giocatori e l'allenatore siano duramente squalificati. Platini, però, è notoriamente un uomo senza palle: questa inchiesta si tradurrà in un nulla di fatto. E saremo qui ad ascoltare o leggere i pennivendoli del calcio moderno che elogiano la "mandrakata" di Mourino.
Che schifo.
Un lottatore di MMA (Mixed Martial Arts), in un incontro della Ufc, ha subito la rottura del braccio. Con un dolore immane, si è rialzato e con un calcio a mandato al tappeto l'avversario. Ha vinto. L'arbitro non poteva alzargli il braccio per decretarne la vittoria, perchè era spezzato. Gli ha alzato l'altro. Poi il lottatore è svenuto.
Questo è sport.
___________________
martedì 16 novembre 2010
About us
Molti amici inglesi, vecchi tipi che frequentavano (e talvolta frequentano ancora) le terraces, mi hanno fatto i complimenti. Anzi, CI hanno fatto i complimenti: alcuni ci hanno definito la miglior tifoseria italiana MAI vista all'Anfield Road.
Non vantiamoci troppo, però. Dobbiamo ancora dimostrare molto. L'Italia già ci conosce, e sia chi ci è amico sia chi ci odia non può non ammettere la nostra bravura e mentalità.
In questo video si capisce IN PARTE perchè in Inghilterra, nei circuiti del tifo, si parla di NOI.
Non vantiamoci troppo, però. Dobbiamo ancora dimostrare molto. L'Italia già ci conosce, e sia chi ci è amico sia chi ci odia non può non ammettere la nostra bravura e mentalità.
In questo video si capisce IN PARTE perchè in Inghilterra, nei circuiti del tifo, si parla di NOI.
mercoledì 10 novembre 2010
Un'altra supposta per quest'uomo

La supposta al 94esimo munito del Pocho Lavezzi è indirizzata ANCHE QUEST'ANNO all'essere umano (?) delle foto sopra. Il pastore Cellino e i suoi belati sono stati nuovamente zittiti al 94esimo minuto con una VITTORIA, mentre l'anno scorso Bogliacino pareggiò al 96esimo.
Consigliamo al pecoraro delle foto sopra di munirsi di vaselina ogni qualvolta il glorioso Napoli si reca in terra di sardegna... perchè puntualmente serviamo dolorosissime supposte al pastore Cellino.
E adesso si gode insieme al Pocho, che l'anno scorso fu espulso per aver tirato una pallonata a quella sottospecie di allenatore di Allegri, e quest'anno ha realizzato all'ultimo istante un grandissimo gol.
Grazie ragazzi!
lunedì 8 novembre 2010
Articoli strani...
L'articolo postato di seguito è girato a Roma nel week end.
Ieri c'è stato il derby Lazio-Roma.
Ieri c'è stato il derby Lazio-Roma.
Leggetelo e commentatelo voi.
Asse tra gli ultrà di Lazio e Napoli
Dagli 007 allarme sul derby
Sullo sfondo la leadership in Curva nord e affari sporchi
Si teme la caccia all'uomo da parte delle franghe più violente
di Massimo Martinelli
ROMA (4 novembre) - L’informativa è arrivata in Questura nei giorni scorsi. Dettagliata, precisa, inquietante. Suona più o meno così: una frangia della tifoseria laziale, forse la più pericolosa, quella che vuole assumere il comando della Curva Nord colmando il vuoto di leadership provocato dall’abbandono dei vecchi capi degli Irriducibili, avrebbe stretto un’alleanza scellerata con ”elementi o frange poco sportive e più delinquenziali della tifoseria napoletana”.
Li hanno definiti così, gli uomini dell’intelligence che nei giorni scorsi hanno informato i vertici della Questura di via San Vitale e, soprattutto, il capo della Digos capitolina, Lamberto Giannini, che già da tempo aveva messo sotto la sua lente di ingrandimento le gradinate più politicizzate della Curva Nord dell’Olimpico. Ma l’allarme non consiste semplicemente nella notizia di questa saldatura. A fare scattare misure di prevenzione straordinarie è piuttosto l’informazione, proveniente da ambienti considerati attendibili, che proprio domenica in occasione del derby Lazio-Roma si possa consumare una sorta di regolamento di conti interno alla Curva Nord, con l’ala dei ”duri” biancoazzurri spalleggiata da elementi del tifo violento partenopeo da una parte e, dall’altra, quel che resta degli Irriducibili. Che probabilmente sono ancora inconsapevoli della nuova dimensione assunta dalla contrapposizione interna al tifo biancoceleste. In questo scenario, per ora solo prefigurato dagli investigatori, potrebbe verificarsi una sorta di caccia all’uomo da parte della frangia più dura della tifoseria biancoceleste, sostenuta militarmente dai napoletani che per l’occasione si infiltrerebbero in Curva Nord.
Il progetto criminale prevederebbe una serie di disordini sulle gradinate tra frange di tifosi della stessa squadra, ma con interessi e ambizioni diversissime. Sarebbe lo scontro finale, nel momento di massima visibilità mediatica come può essere la stracittadina romana, per affermare il predominio di una sola ala della tifoseria. Per lanciare un messaggio preciso agli altri gruppi di sostenitori e anche alla proprietà, da sempre contestata dai gruppi storici della Curva Nord. Secondo le informazioni veicolate dal nostro intelligence in Questura, il patto criminale sarebbe stato stretto con bande di ”cani sciolti” della criminalità partenopea, non affiliati in maniera stabile a nessuna delle famiglie che si dividono il territorio campano, ma che tuttavia sarebbero veri e propri esperti di guerriglia urbana. Secondo gli 007, si tratterebbe in larga parte degli stessi soggetti che hanno animato gli ultimi episodi di violenza cittadina in occasione degli scontri per le discariche ad Acerra e a Terzigno, ma anche durante le manifestazioni nel centro di Napoli dei movimenti dei ”Disoccupati organizzati”. E ancora, alcuni di loro si sarebbero resi protagonisti di episodi di follia come l’assalto al treno che doveva portare a Roma i tifosi partenopei il 31 agosto 2008 per la prima di campionato. Ma non è tutto.
L’alleanza tra teppisti romani e napoletani si baserebbe sulla stipula di un preciso accordo economico: in cambio del sostegno ”militare” per eliminare definitivamente dalle gradinate centrali della Nord i vecchi capi degli Irriducibili, la frangia dei nuovi leader sarebbe pronta a cedere ai napoletani una larga fetta del business del merchandising non ufficiale e, soprattutto, il mercato dei biglietti falsi da smerciare attraverso il bagarinaggio. In altre parole, in cambio del sostegno per gli eventuali scontri di domenica allo stadio, i napoletani acquisirebbero una sorta di predominio nel mercato illegale dei biglietti (soprattutto contraffatti) intorno all’Olimpico, oltre che la garanzia di poter produrre e vendere bandiere, sciarpe e magliette non ufficiali, occupando con nuovi banchi i punti strategici intorno allo stadio. Il tutto proprio nell’anno in cui il primo posto in classifica e le condizioni di forma della squadra stanno già facendo lievitare gli affari nel settore dei gadget della tifoseria.
Asse tra gli ultrà di Lazio e Napoli
Dagli 007 allarme sul derby
Sullo sfondo la leadership in Curva nord e affari sporchi
Si teme la caccia all'uomo da parte delle franghe più violente
di Massimo Martinelli
ROMA (4 novembre) - L’informativa è arrivata in Questura nei giorni scorsi. Dettagliata, precisa, inquietante. Suona più o meno così: una frangia della tifoseria laziale, forse la più pericolosa, quella che vuole assumere il comando della Curva Nord colmando il vuoto di leadership provocato dall’abbandono dei vecchi capi degli Irriducibili, avrebbe stretto un’alleanza scellerata con ”elementi o frange poco sportive e più delinquenziali della tifoseria napoletana”.
Li hanno definiti così, gli uomini dell’intelligence che nei giorni scorsi hanno informato i vertici della Questura di via San Vitale e, soprattutto, il capo della Digos capitolina, Lamberto Giannini, che già da tempo aveva messo sotto la sua lente di ingrandimento le gradinate più politicizzate della Curva Nord dell’Olimpico. Ma l’allarme non consiste semplicemente nella notizia di questa saldatura. A fare scattare misure di prevenzione straordinarie è piuttosto l’informazione, proveniente da ambienti considerati attendibili, che proprio domenica in occasione del derby Lazio-Roma si possa consumare una sorta di regolamento di conti interno alla Curva Nord, con l’ala dei ”duri” biancoazzurri spalleggiata da elementi del tifo violento partenopeo da una parte e, dall’altra, quel che resta degli Irriducibili. Che probabilmente sono ancora inconsapevoli della nuova dimensione assunta dalla contrapposizione interna al tifo biancoceleste. In questo scenario, per ora solo prefigurato dagli investigatori, potrebbe verificarsi una sorta di caccia all’uomo da parte della frangia più dura della tifoseria biancoceleste, sostenuta militarmente dai napoletani che per l’occasione si infiltrerebbero in Curva Nord.
Il progetto criminale prevederebbe una serie di disordini sulle gradinate tra frange di tifosi della stessa squadra, ma con interessi e ambizioni diversissime. Sarebbe lo scontro finale, nel momento di massima visibilità mediatica come può essere la stracittadina romana, per affermare il predominio di una sola ala della tifoseria. Per lanciare un messaggio preciso agli altri gruppi di sostenitori e anche alla proprietà, da sempre contestata dai gruppi storici della Curva Nord. Secondo le informazioni veicolate dal nostro intelligence in Questura, il patto criminale sarebbe stato stretto con bande di ”cani sciolti” della criminalità partenopea, non affiliati in maniera stabile a nessuna delle famiglie che si dividono il territorio campano, ma che tuttavia sarebbero veri e propri esperti di guerriglia urbana. Secondo gli 007, si tratterebbe in larga parte degli stessi soggetti che hanno animato gli ultimi episodi di violenza cittadina in occasione degli scontri per le discariche ad Acerra e a Terzigno, ma anche durante le manifestazioni nel centro di Napoli dei movimenti dei ”Disoccupati organizzati”. E ancora, alcuni di loro si sarebbero resi protagonisti di episodi di follia come l’assalto al treno che doveva portare a Roma i tifosi partenopei il 31 agosto 2008 per la prima di campionato. Ma non è tutto.
L’alleanza tra teppisti romani e napoletani si baserebbe sulla stipula di un preciso accordo economico: in cambio del sostegno ”militare” per eliminare definitivamente dalle gradinate centrali della Nord i vecchi capi degli Irriducibili, la frangia dei nuovi leader sarebbe pronta a cedere ai napoletani una larga fetta del business del merchandising non ufficiale e, soprattutto, il mercato dei biglietti falsi da smerciare attraverso il bagarinaggio. In altre parole, in cambio del sostegno per gli eventuali scontri di domenica allo stadio, i napoletani acquisirebbero una sorta di predominio nel mercato illegale dei biglietti (soprattutto contraffatti) intorno all’Olimpico, oltre che la garanzia di poter produrre e vendere bandiere, sciarpe e magliette non ufficiali, occupando con nuovi banchi i punti strategici intorno allo stadio. Il tutto proprio nell’anno in cui il primo posto in classifica e le condizioni di forma della squadra stanno già facendo lievitare gli affari nel settore dei gadget della tifoseria.
giovedì 4 novembre 2010
Naples, You'll never walk alone

Chi vi scrive non è partito. Improrogabili impegni di lavoro mi hanno costretto a rimanere nella penisola italica. Ma non abbiate paura: una bella fetta di militanti ultras è partita alla volta di Liverpool, in terra d'Albione.
Mio fratello, ad esempio: è partito ieri mattina alle 6.30 da Ciampino. Niente viaggi organizzati dai tour operator che lucrano sulla nostra passione: autogestione ed autorganizzazione, innanzitutto.
Scrivo per coloro che sono lì, e che oggi varcheranno i cancelli di Anfield Road. Ce l'abbiamo fatta, ragazzi. Dopo anni grigi, dopo delusioni e fallimenti, oggi passeremo attraverso i cancelli di Anfield e grideremo che il Napoli non camminerà mai da solo. In ogni luogo del globo terrestre, vi saranno SEMPRE napoletani pronti a sostenere con orgoglio la maglia azzurra. Perchè non non siamo italiani, nè siamo europei: siamo PARTENOPEI, non dimenticatelo mai.
Scrivo per dire a tutti di stare uniti e compatti, stasera. Prima, durante e... dopo la partita. Se i piccoli screzi dell'andata, amplificati a dismisura dai media di regime, dovessero spingere qualche scalmanato a cercare improbabili "vendette", la compattezza garantirà tutti e ciascuno.
Scrivo per dire a coloro che stasera saranno sulle gradinate dell'Anfield: voglio sentire forte e chiaro il ruggito della gente partenopea. Voglio che la televisione e la radio amplifichino il vostro sostegno. Oggi entriamo in uno dei tempi del Pallone: dobbiamo onorarlo, con la nostra grinta, con la nostra fede, con la nostra MENTALITA'.
Come on, guys!
lunedì 1 novembre 2010
sabato 30 ottobre 2010
AUGURI DIEGO
giovedì 21 ottobre 2010
NAPOLI - Liverpool


Ci siamo. Dopo anni di tribolazioni, sofferenze, retrocessioni, fallimenti, siamo arrivato al match con il Liverpool, valevole per la Coppa Uefa (che qualcuno chiama Europa League).
In nottata c'è stato qualche problemino per le strade di Napoli: poca roba, gli inglesi sono già stati dimessi. Forse qualcuno di loro ha confuso Napoli con Milano: pensavano di venire a Napoli e camminare impunemente per la città, intonando cori alle 3 di notte, bevendo come cessi e rompendo i coglioni. Ma Napoli non è Milano. Se si vogliono atteggiare ad hooligans, qui non c'è minestra. Se stanno buoni, tifano per la loro squadra e se ne tornano nella loro nebbiosa patria, nessuno romperà loro i coglioni.
Ovviamente ora diranno che difendo la violenza: falso. Io condanno la violenza, quando è gratuita. Un branco di 20 deficienti che scende alle 3 di notte per pestare presunti tifosi di un'altra squadra, quando non scenderebbe mai per difendere il proprio posto di lavoro, si qualifica da solo.
Io condanno i pennivendoli di regime. Io condanno Sky Sport 24 che ripete da stamattina questa notizia, come per dire: non andate allo stadio, non andate in trasferta, compratevi la partita su Sky (Murdoch) o su Mediaset Premium (Berlusconi). Io condanno che una scazzottata diventi L'EVENTO di una notte. Io condanno che stamattina, il padre che voleva andare col figlio allo stadio, dopo aver sentito decine di volte la notizia di scontri tra napoletani ed inglesi, non ci andrà. Io condanno che chi voleva andare in trasferta a Liverpool, adesso per paura non andrà. E questo perchè? Perchè 20 persone hanno picchiato stanotte alle 3 qualche tifoso del Liverpool. Quindi 20 persone diventano "gli ultras napoletani", o peggio ancora "i napoletani" in genere. Questo episodio che conta un cazzo diventa l'episodio fondamentale del pre-partita.
Ecco cosa fa il Sistema, il regime. Ecco cosa fa.
Stasera il Tempio, meglio noto come stadio San Paolo, sarà pieno. Certo, i tifosotti occasionali hanno già preparato le sciarpette rosa, inamidato la camicia e lavato il giubbino di marca. Contro questa feccia poco possiamo fare: possiamo solo tifare PER LA MAGLIA azzurra, strafregandocene di gente che magari non conosce un coro, o ha difficoltà a riconoscere i giocatori del Napoli.
Voglio parlare ai ragazzi che stavano con noi ad Avellino, quando Sergio Ercolano morì; voglio parlare ai ragazzi presenti a Napoli - Chieti, terminata 1 a 2; voglio parlare ai ragazzi presenti a Manfredonia, San Benedetto o San giovanni valdarno: questa serata è per voi. Voglio parlare a chi era in Romania, a sostenere la squadra mentre gli occasionali già si preparavano per "andare a vedere il Liverpool": questa serata è per voi.
In ogni coro, in ogni gesto, in ogni sguardo. Stasera voglio vedere la grinta di chi ha mangiato merda per anni, subendo sorprusi indicibili, repressione e condanne preventive. Voglio vedere la grinta di chi, a testa alta e a gamba tesa, ha attraversato ogni istante buio della storia recente del Napoli.
Ragazzi, stasera voglio vedere la parolina magica: MENTALITA'.
Vi voglio bene.
martedì 19 ottobre 2010
I buchi della sicurezza negli stadi
Altro che TESSERA DEL TIFOSO: qui manca l'abc della sicurezza! Ennesima dimostrazione dell'inefficienza di Maroni e di coloro che governano il Sistema Calcio.
Da Repubblica.it
Allarme stadi, ad una sola settimana da Genova. Lo ha denunciato un servizio, trasmesso ieri sera da "Striscia la notizia" su Canale 5 e che ha fatto il record di ascolti. Valerio Staffelli, informa una nota, ha dimostrato che, acquistando ticket dai bagarini, "è possibile accedere agli stadi di Torino, Roma e Palermo eludendo i controlli, senza alcuna difficoltà. L'ostacolo che dovrebbe essere rappresentato dal biglietto nominale che. in realtà, mai viene controllato dalla sicurezza".
All'ingresso di ogni stadio inoltre, "i complici di Striscia la Notizia non vengono mai perquisiti e riescono a portare sia in curva che in tribuna un oggetto sospetto, di importanti dimensioni che potrebbe essere un'arma potenzialmente molto pericolosa". Si trattava invece solo di un salame, per fortuna... Ma le falle agli ingressi sono state evidenziate: un problema solo di steward? Chi li controlla? La polizia o le stesse società che li ingaggiano? Non dimentichiamo che gli steward vengono pagati poche decine di euro, e non hanno (al momento) una sufficiente tutela giuridica: perché mai dovrebbero rischiare? Non era meglio lasciare certi controlli alla polizia? E i tornelli funzionano? A cosa servono i biglietti nominativi? Non parliamo poi della tessera del tifoso: ci hanno guadagnato soprattutto le banche, anche perché i club (salvo rare eccezioni) non si sono mai interessati ai loro tifosi. Pochissimi sostenitori vanno in trasferta, anche con la tessera: e c'è sempre il rischio che chi non ce l'ha venga a contatto con le tifoserie avversarie (e in qualche caso anche nemiche). Il senatore radicale Marco Perduca ha rivolto un 'interrogazione urgente al ministro Roberto Maroni sul derby di Roma, in programma alle ore 15 del 7 novembre. Tema: la gestione dei biglietti, delle curve, fra "tesserati" e non. Il questore di Roma, Francesco Tagliente, si sta già interessando da tempo al problema, soprattutto per quanto riguarda la tribuna Tevere, dove in passato c'erano stati non pochi problemi. Una cosa è certa, la tessera ha complicato le cose a tutti: la stessa gestione della sicurezza adesso comporta aspetti nuovi, molto più complessi. Non si sa se in vista del derby romano le due tifoserie, unite dall'avversione nei confronti del "tesseramento", faranno manifestazioni di protesta all'esterno dell'impianto. Ma certo il clima non è idilliaco.
Roberto Maroni ha promesso un decreto legge per dare più poteri agli steward, equiparandoli ai pubblici ufficiali, e ha anche promesso di reiterare il decreto sull'arresto in flagranza differita (decreto lasciato scadere il 30 giugno scorso, senza che nessuno al Viminale se ne accorgesse...). Per ora questi provvedimenti non si sono visti, forse verranno presentati in un prossimo consiglio dei ministri. Ma sarebbe il caso che tutta la materia venisse affrontata con maggiore attenzione, a cominciare dai controlli allo stadi.
sabato 16 ottobre 2010
ONORE AI GRIFONI PRESENTI A ROMA
CALCIO, GENOA; TIFOSI GRADINATA NORD A ROMA ANCHE SENZA TESSERA
Il divieto di assistere alla gara Roma-Genoa per i tifosi residenti in Liguria non in possesso della tessera del tifoso non fermerà i supporter rossoblù. Lo annunciano oggi con un comunicato firmato "Gradinata Nord". I tifosi non commentano quanto avvenuto ieri sera allo stadio Ferraris ma scelgono di far sentire così la loro voce: "La Tifoseria del Genoa senza tessera del tifoso ha deciso di andare sabato a Roma. Riteniamo che il comportamento tenuto nelle precedenti trasferte sia un motivo più che valido per esercitare il nostro diritto di cittadini liberi di poter assistere alla partita, quindi andremo a Roma con i pullman e anche solo fuori dall'Olimpico ma ci saremo". "Questa è una battaglia sui diritti fondamentali che non si possono avere solo in virtù di una tessera - concludono nel comunicato - e sostenere il Genoa 1893 è il nostro unico scopo quindi vi invitiamo tutti a venire con noi. Liberi di tifare Genoa".
Il divieto di assistere alla gara Roma-Genoa per i tifosi residenti in Liguria non in possesso della tessera del tifoso non fermerà i supporter rossoblù. Lo annunciano oggi con un comunicato firmato "Gradinata Nord". I tifosi non commentano quanto avvenuto ieri sera allo stadio Ferraris ma scelgono di far sentire così la loro voce: "La Tifoseria del Genoa senza tessera del tifoso ha deciso di andare sabato a Roma. Riteniamo che il comportamento tenuto nelle precedenti trasferte sia un motivo più che valido per esercitare il nostro diritto di cittadini liberi di poter assistere alla partita, quindi andremo a Roma con i pullman e anche solo fuori dall'Olimpico ma ci saremo". "Questa è una battaglia sui diritti fondamentali che non si possono avere solo in virtù di una tessera - concludono nel comunicato - e sostenere il Genoa 1893 è il nostro unico scopo quindi vi invitiamo tutti a venire con noi. Liberi di tifare Genoa".
ONORE AI FRATELLI GRIFONI...ODIO ETERNO PER IL LEGHISTA MARONI
Tifosi Occasionali
Riceviamo e pubblichiamo da Lucas Marin:
"Se avessi vissuto sempre qui, coltivando la mia passione per il gioco del calcio e per il tifo verso il Napoli, sarei stato presente durante ogni partita anche nell’inferno della serie C1.
Ora, come Cenerentola, da quell’inferno in 6 anni siamo riusciti a tornare tra le grandi e competere per uno dei tornei più importanti d’Europa.
Il destino ha voluto che il 21 ottobre e il 4 novembre dovremo affrontare una delle squadre più famose del mondo: Liverpool FC.
Era ora. Ci riprendiamo la storia dopo gli anni d’oro ormai lontani. Ma quello che mi infastidisce purtroppo, è quella massa di gente che allo stadio non c’è stata durante il periodo buio.
Le 2 Curve non hanno mai smesso di cantare anche quando la società è fallita. Si spendevano i soldi per biglietti di partite che statisticamente non valevano niente. Invece i settori laterali erano deserti, la gente per bene non aveva interessi a vedere quelle partite durante il 2004 (esempio).
In quelle Curve la gente non ha mai mollato, io magicamente da 2 anni a questa parte ho recuperato la scintilla che mi legava a questo discorso da quand’ero piccolo e ho seguito ogni partita in qualsiasi modo anche dai Caraibi con l’internet a velocità ridotta e trasmissioni radio indecifrabili. Anche ora (più vicino ma senza soldi)… ci sono sempre in quel vecchio stadio.
INVECE ora, noi che ”viviamo” per questi colori, troviamo 400 persone fuori alla biglietteria del quartiere alle 8 del mattino pronte a comprarsi quel bel biglietto per andare a vedersi (fondamentalmente) il Liverpool contro il Napoli. Le strade affollate, biglietti esauriti in poche ore, 55.000 paganti e una marea di gente contenta che allo stadio però non ci torna da secoli.
Mi sembra facile non stare nei panni quando la tua squadra deve giocare con degli storici campioni, no? Invece quando c’era solo il buio l’hanno abbandonata questa squadra.
Tifosi occasionali, magari quelli che a casa loro hanno sulla parete magliette di squadre del NORD, magari quelli che compreranno per la prima volta dopo anni un biglietto e metteranno la foto su facebook. Magari quelli che affollano le strade oggi per il Liverpool senza sapere com’è fatto lo stadio. Poi ci criticheranno a noi, tifosi di Curva e Ultras sempre presenti, per quello che facciamo, per quello che cantiamo e per come pensiamo.
”Ma gioca Fernando Torres nel Liverpool? Grande! allora mi vado a vedere la partita!” ”Ma viene veramente il Liverpool? Uà, allora m’aggi’ accattà nu bigliett!”
Bello salire e sedersi sul carro in questa strada in discesa, ma questo carro viene da una grande salita; secondo voi chi l’ha portato fin qui?
Lucas Marin "
Avanti così. Chi come noi stava a Napoli - Chieti 1 a 2, chi si è fatto trasferte in posti sconosciuti ai geografi, chi ha lottato per non vedere Napoli e il Napoli in serie C, non potrà mai essere messo sullo stesso piano di chi oggi, con la sciarpetta rosa e gli occhiali alla De Laurentis, si atteggia a tifoso del Napoli.
Dove cazzo eravate?
Per voi c'è il Liverpool. Per noi c'è il Napoli.
"Se avessi vissuto sempre qui, coltivando la mia passione per il gioco del calcio e per il tifo verso il Napoli, sarei stato presente durante ogni partita anche nell’inferno della serie C1.
Ora, come Cenerentola, da quell’inferno in 6 anni siamo riusciti a tornare tra le grandi e competere per uno dei tornei più importanti d’Europa.
Il destino ha voluto che il 21 ottobre e il 4 novembre dovremo affrontare una delle squadre più famose del mondo: Liverpool FC.
Era ora. Ci riprendiamo la storia dopo gli anni d’oro ormai lontani. Ma quello che mi infastidisce purtroppo, è quella massa di gente che allo stadio non c’è stata durante il periodo buio.
Le 2 Curve non hanno mai smesso di cantare anche quando la società è fallita. Si spendevano i soldi per biglietti di partite che statisticamente non valevano niente. Invece i settori laterali erano deserti, la gente per bene non aveva interessi a vedere quelle partite durante il 2004 (esempio).
In quelle Curve la gente non ha mai mollato, io magicamente da 2 anni a questa parte ho recuperato la scintilla che mi legava a questo discorso da quand’ero piccolo e ho seguito ogni partita in qualsiasi modo anche dai Caraibi con l’internet a velocità ridotta e trasmissioni radio indecifrabili. Anche ora (più vicino ma senza soldi)… ci sono sempre in quel vecchio stadio.
INVECE ora, noi che ”viviamo” per questi colori, troviamo 400 persone fuori alla biglietteria del quartiere alle 8 del mattino pronte a comprarsi quel bel biglietto per andare a vedersi (fondamentalmente) il Liverpool contro il Napoli. Le strade affollate, biglietti esauriti in poche ore, 55.000 paganti e una marea di gente contenta che allo stadio però non ci torna da secoli.
Mi sembra facile non stare nei panni quando la tua squadra deve giocare con degli storici campioni, no? Invece quando c’era solo il buio l’hanno abbandonata questa squadra.
Tifosi occasionali, magari quelli che a casa loro hanno sulla parete magliette di squadre del NORD, magari quelli che compreranno per la prima volta dopo anni un biglietto e metteranno la foto su facebook. Magari quelli che affollano le strade oggi per il Liverpool senza sapere com’è fatto lo stadio. Poi ci criticheranno a noi, tifosi di Curva e Ultras sempre presenti, per quello che facciamo, per quello che cantiamo e per come pensiamo.
”Ma gioca Fernando Torres nel Liverpool? Grande! allora mi vado a vedere la partita!” ”Ma viene veramente il Liverpool? Uà, allora m’aggi’ accattà nu bigliett!”
Bello salire e sedersi sul carro in questa strada in discesa, ma questo carro viene da una grande salita; secondo voi chi l’ha portato fin qui?
Lucas Marin "
Avanti così. Chi come noi stava a Napoli - Chieti 1 a 2, chi si è fatto trasferte in posti sconosciuti ai geografi, chi ha lottato per non vedere Napoli e il Napoli in serie C, non potrà mai essere messo sullo stesso piano di chi oggi, con la sciarpetta rosa e gli occhiali alla De Laurentis, si atteggia a tifoso del Napoli.
Dove cazzo eravate?
Per voi c'è il Liverpool. Per noi c'è il Napoli.
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giovedì 14 ottobre 2010
Ivan Bogdanov e il ministro leghista

Dal blog L'OLIGARCA http://antoniolucignano.blogspot.com/2010/10/elogio-di-ivan-bogdanov.html
E' stato capace di monopolizzare l'attenzione di tutt'Europa. Armato di passamontagna, tronchesina, maglietta con tibie e teschio, tatuaggi in bella vista.
E' entrato in uno stadio italiano, dove - secondo le normi vigenti - non si può entrare con una bottiglia d'acqua provvista di tappo, con un passamontagna ed una tronchesina, ed è stato per quasi un'ora a tagliuzzare la rete di protezione senza che NESSUNO muovesse un dito.
Ivan Bogdanov è un genio... del male, forse, ma certamente un genio. Tutto ciò che egli voleva, ha ottenuto: visibilità per se stesso, per il suo popolo e per gli ideali ultranazionalisti di cui è portatore.
E' stato capace di monopolizzare l'attenzione di tutt'Europa. Armato di passamontagna, tronchesina, maglietta con tibie e teschio, tatuaggi in bella vista.
E' entrato in uno stadio italiano, dove - secondo le normi vigenti - non si può entrare con una bottiglia d'acqua provvista di tappo, con un passamontagna ed una tronchesina, ed è stato per quasi un'ora a tagliuzzare la rete di protezione senza che NESSUNO muovesse un dito.
Ivan Bogdanov è un genio... del male, forse, ma certamente un genio. Tutto ciò che egli voleva, ha ottenuto: visibilità per se stesso, per il suo popolo e per gli ideali ultranazionalisti di cui è portatore.
Cosa risponde il ministro Maroni a chi gli fa notare che le forze dell'ordine non sono state capaci nè di prevenire, nè di fermare lo spettacolo indegno che tutti hanno visto? Dice che, grazie alla polizia, si è evitata una carneficina. Tradotto: siccome la polizia italiana ha saggiamente evitato di entrare nel settore ospiti, non c'è stato spargimento di sangue.
Quindi non fa niente che i serbi girassero già dal pomeriggio per Genova (città tristemente nota per altri scontri) a sfasciare vetrine e a fare a botte. Non fa niente che in uno stadio italiano siano entrati forbici, passamontagna, fumogeni (cosa vietata da ANNI per noi poveri tifosi italiani). L'importante è che non ci sia scappato il morto. Perfetto.
Come mai, caro ministro leghista Maroni, a me è impedito entrare in uno stadio italiano con tronchesina, passamontagna e fumogeni?
Come mai, caro ministro leghista Maroni, prima di entare in uno stadio italiano devo gettare per terra il tappo di una bottiglia d'acqua?
Come mai, caro ministro leghista Maroni, non sono stati effettuati i controlli di routine che io e milioni di tifosi siamo costretti a sorbirci ogni partita?
Come mai, caro ministro leghista Maroni, il sindaco di Genova afferma: "Per conto mio questa è una responsabilità soprattutto del ministro Maroni. Il fatto che non si riesca a mettere in atto una prevenzione che impedisca a 400 persone di mettere a fuoco una città, questo qualcuno me lo deve spiegare"?
Quindi non fa niente che i serbi girassero già dal pomeriggio per Genova (città tristemente nota per altri scontri) a sfasciare vetrine e a fare a botte. Non fa niente che in uno stadio italiano siano entrati forbici, passamontagna, fumogeni (cosa vietata da ANNI per noi poveri tifosi italiani). L'importante è che non ci sia scappato il morto. Perfetto.
Come mai, caro ministro leghista Maroni, a me è impedito entrare in uno stadio italiano con tronchesina, passamontagna e fumogeni?
Come mai, caro ministro leghista Maroni, prima di entare in uno stadio italiano devo gettare per terra il tappo di una bottiglia d'acqua?
Come mai, caro ministro leghista Maroni, non sono stati effettuati i controlli di routine che io e milioni di tifosi siamo costretti a sorbirci ogni partita?
Come mai, caro ministro leghista Maroni, il sindaco di Genova afferma: "Per conto mio questa è una responsabilità soprattutto del ministro Maroni. Il fatto che non si riesca a mettere in atto una prevenzione che impedisca a 400 persone di mettere a fuoco una città, questo qualcuno me lo deve spiegare"?
In attesa che ella (non) risponda a queste domande, e in attesa della tessera del tifoso anche per il Sindaco ultras di Genova, NON le auguriamo ogni bene e NON le porgiamo
Distinti Saluti
venerdì 8 ottobre 2010
Fino all'Ultimo Grido
Quasi ad ogni partita, i tifosi avversari ci cantano "NOI NON SIAMO NAPOLETANI".
E' successo anche a Genova contro la Samp e a Cesena.
Specie quando le squadre di casa passavano in fantaggio, le tifoserie indigene intonavano il coro.
A fine partita, però, il Napoli rimontava e vinceva...
e il Popolo Partenopeo poteva orgogliosamente cantare in faccia agli indigeni:
"VOI NON SIETE NAPOLETANI""
Complimenti al meridionalista Angelo Forgione per lo splendido video
E' successo anche a Genova contro la Samp e a Cesena.
Specie quando le squadre di casa passavano in fantaggio, le tifoserie indigene intonavano il coro.
A fine partita, però, il Napoli rimontava e vinceva...
e il Popolo Partenopeo poteva orgogliosamente cantare in faccia agli indigeni:
"VOI NON SIETE NAPOLETANI""
Complimenti al meridionalista Angelo Forgione per lo splendido video
domenica 3 ottobre 2010
Una bella domenica
NAPOLI - Roma
Una volta sarebbe stata una partita in cui due grandi tifoserie davano il meglio di loro.
Che amarezza.
Oggi, grazie alla tessera di Maroni, non ci sarà nessuno spettacolo sugli spalti.
NAPOLI - Roma: nessuno spettacolo.Che amarezza.
Questo blog per tutta la settimana ha volontariamente avuto un profilo basso. Nessun aggiornamento. La delusione è enorme: hanno rovinato il calcio. La rabbia è tanta: reagiremo.
Forza Napoli.
sabato 25 settembre 2010
venerdì 24 settembre 2010
ONORE ALLE CURVE
Mercoledi sera contro il Chievo, a risultato ormai compromesso, le curve partenopee hanno continuato a cantare per amore di una maglia che rappresenta per noi VERI TIFOSI una seconda pelle. Quelli che hanno sostenuto i colori sono gli stessi che spesso vengono etichettati come mostri, teppisti, violenti ma naturalmente nessuno ha evidenziato questo aspetto, degli ultras devono emergere solo le negatività perchè i mafiosi del calcio devono giustificare in qualche modo l'introduzione della tessera del tifoso. Naturalmente non si puo dire la stessa cosa degli altri settori dello stadio che puntualmente hanno fischiato lasciando anticipatamente gli spalti.
LA MENTALITA' NON SI COMPRA...FA PARTE DEL NOSTRO DNA
NAPOLI SIAMO NOI...
LE TUE INTERVISTE SONO SEMPRE SQUALLIDE PROPAGANDE EVITANDO DI RISPONDERE ALLE DOMANDE...PARLA MENO E FAI I FATTI NOI NON SIAMO GIORNALISTI NON SCENDIAMO A PATTI!!! DE LAURENTIIS BUFFONE
giovedì 23 settembre 2010
Quanto ancora dobbiamo pagare quel gol di Cavani a Firenze?
Care ragazze e cari ragazzi tifosi del Napoli, non voglio trovare nessun alibi e nessuna scusante per i nostri calciatori che comunque vada vanno sostenuti. Ieri sera è verissimo che il nostro amato Napoli ha giocato male e sotto ritmo ma è pur vero che tutti noi pensavamo o forse speravamo che il Napoli non fosse più penalizzato come l'anno scorso dove si sono viste di tutti i colori, e per demeriti nostri ma soprattutto per "errori" arbitrali abbiamo perso almeno 12 punti. Quest'anno la prima di campionato era a Firenze dove, caso strano, il Napoli segna con Cavani un gol che non era gol; con le partite che si sono susseguite, io penso, che era meglio perdere a Firenze che subire degli scandali di cui non se ne parla solo perchè la squadra in questione è il Napoli e non la Roma (vedi ieri) la Juventus, l'Inter o il Milan...!
Nella seconda di campionato abbiamo ospitato il Bari, in questa partita c'era un rigore netto per fallo su Cavani e Alvarez doveva essere espulso per doppia ammonizione. Nella terza partita, contro la Sampdoria, l'azione che porta al rigore dato alla squadra di casa era viziato da un fuorigioco di Pozzi. Infine ieri sera è stato clamoroso l'arbitraggio in quanto il secondo gol del Chievo è arrivato dopo che Pellissier si è aggiustato la palla con un braccio prima di passarla a Fernandes e sull' 1-2 Lavezzi ha subito un fallo da rigore solare, nettissimo che naturalmente è stato ignorato dall'arbitro.
Molte persone l'anno passato mi dicevano che gli "errori" si sarebbero compensati come puntualmente non è successo e come non succederà quest'anno; per ora siamo tre "torti" subiti contri uno a favore...bella media in quattro partite!
Per chiudere mi sento di citare ancora una volta i cari tifosi occasionali che hanno fischiato a fine partita (soprattutto dai distinti) e che siccome il biglietto costava di meno sono venuti allo stadio. Cari occasionali ma se lo spettacolo non vi piace state pure a casa che il nostro Napoli non ha bisogno di voi.
Nella seconda di campionato abbiamo ospitato il Bari, in questa partita c'era un rigore netto per fallo su Cavani e Alvarez doveva essere espulso per doppia ammonizione. Nella terza partita, contro la Sampdoria, l'azione che porta al rigore dato alla squadra di casa era viziato da un fuorigioco di Pozzi. Infine ieri sera è stato clamoroso l'arbitraggio in quanto il secondo gol del Chievo è arrivato dopo che Pellissier si è aggiustato la palla con un braccio prima di passarla a Fernandes e sull' 1-2 Lavezzi ha subito un fallo da rigore solare, nettissimo che naturalmente è stato ignorato dall'arbitro.
Molte persone l'anno passato mi dicevano che gli "errori" si sarebbero compensati come puntualmente non è successo e come non succederà quest'anno; per ora siamo tre "torti" subiti contri uno a favore...bella media in quattro partite!
Per chiudere mi sento di citare ancora una volta i cari tifosi occasionali che hanno fischiato a fine partita (soprattutto dai distinti) e che siccome il biglietto costava di meno sono venuti allo stadio. Cari occasionali ma se lo spettacolo non vi piace state pure a casa che il nostro Napoli non ha bisogno di voi.
sabato 18 settembre 2010
Salernitana - Paganese: primo fallimento della tessera del tifoso

"Darà maggior sicurezza", "Eviterà gli scontri", "non ci sarà più violenza", "sapremo chi compra i biglietti".
Certo, sicuro, come no.
Peccato che coloro che hanno avuto la brillante idea della tessera, sono gli stessi che hanno dimenticato che Pagani è provincia di Salerno.
Questi sono gli uomini che governano il calcio, che si sono inventati una tessera anticostituzionale (cfr onorevole dell'UDC Adornato).
Questo blog seguirà, per quanto possibile, tutti i fallimenti della tessera del tifoso e della prevenzione della violenza negli stadi.
Se avete altre notizie, contattateci!
"SALERNO. Siamo al tragicomico. La tanto discussa tessera del tifoso stavolta è servita a poco, perchè evidentemente la geografia non è stata studiata da tutti. Nel posticipo di Lega Pro fra Salernitana e Paganese in programma allo stadio “Arechi” il Viminale aveva deciso in seguito ai cattivi rapporti fra le due tifoserie (da poco era stato rotto un gemellaggio) che per il settore ospiti i biglietti sarebbero stati acquistabili solamente da chi fosse in possesso della tessera, mentre per gli altri settori la vendita era riservata esclusivamente ai residenti di Salerno e provincia. Evidentemente però hanno dimenticato una cosa importante: Pagani è provincia di Salerno!
Gli ultras della Paganese sprovvisti di tessera hanno quindi acquistato biglietti per il settore “Distinti” mescolandosi a quelli locali. A scatenare il putiferio pare sia stata un’aggressione ai danni di un venditore di bibite che gestiva un chiosco all’interno dello stadio. A farne le spese dopo la rissa sono stati quattro tifosi ospiti, che sono stati successivamente medicati all’ospedale San Leonardo e poi dimessi.
Un incredibile autogol quindi, con annessa figuraccia da parte di chi invece dovrebbe garantire l’ordine pubblico all’interno degli stadi italiani. Per la cronaca la partita l’ha vinta la Salernitana due a zero."
Gli ultras della Paganese sprovvisti di tessera hanno quindi acquistato biglietti per il settore “Distinti” mescolandosi a quelli locali. A scatenare il putiferio pare sia stata un’aggressione ai danni di un venditore di bibite che gestiva un chiosco all’interno dello stadio. A farne le spese dopo la rissa sono stati quattro tifosi ospiti, che sono stati successivamente medicati all’ospedale San Leonardo e poi dimessi.
Un incredibile autogol quindi, con annessa figuraccia da parte di chi invece dovrebbe garantire l’ordine pubblico all’interno degli stadi italiani. Per la cronaca la partita l’ha vinta la Salernitana due a zero."
giovedì 16 settembre 2010
Comincia l'avventura europea


Stasera si gioca.
Perchè alla fine, gira e rigira, a noi ultras interessa il bene della nostra amata squadra.
Per 90 minuti terremo da parte i rancori, la rabbia, la frustrazione, le indecenze che subiamo e che leggiamo sui giornali di regime.
Saremo, come sempre siamo stati, al fianco del Napoli. Noi sempre, non molleremo mai. Noi sempre, non abbandoneremo mai la Maglia.
Domenica sera, contro il Bari, non ero allo stadio. Come me, tantissimi non erano nella curva. C'erano circa 20-25 mila persone al San Paolo.
Il tifo è stato scadente. Si fischiava quando non si doveva, si sosteneva poco.
Ma non me la prendo con coloro che stavani alo stadio, anzi... li ringrazio. Perchè comunque hanno sostenuto, più o meno, il nostro amato Napoli.
Certo, se ci fossero stati i 50 mila facilmente prevedibili, il Napoli avrebbe vinto. Senza dubbio.
Nella mia lunga militanza in curva (18 anni), ho assistito a moltissime partite vinte letteralmente dai tifosi. Partite il cui risultato sembrava ormai compromesso, ma il tifo incessante riusciva a spingere i calciatori a dare tutto, fino all'ultima goccia di sudore.
Ecco. Stasera serve un tifo del genere. Stasera si torna in Europa, fratelli. E abbiamo la fortuna/sfortuna di stare nello stesso girone del Liverpool. Dobbiamo dimostrare che gli anni di serie c e di lontananza dall'Europa non ci hanno arrugginito. Io NE SONO CERTO.
Stasera bisogna perdere la voce. Il pre-partita è già cominciato: che tu sia in ufficio, a scuola, nel traffico di Napoli, in fabbrica, a casa, il pre-partita è già cominciato.
NOI siamo già pronti, carichi e con la MENTALITA' giusta.
lunedì 6 settembre 2010
Tifosi di cartone... per un Calcio che non è più Pallone.


da Repubblica.it
In un calcio sempre più falso, i tifosi di plastica sono qualcosa di coerente. E così, per risparmiare sui costi di gestione di una curva (intitolata a un grande del passato, Colaussi, campione del mondo nel '38: quando non c'erano tifosi finti, però si doveva tendere il braccio verso il Duce), il presidente della Triestina chiude quel settore (risparmio di 100 mila euro all'anno, malcontati) e invece delle persone mette un telone. Le sagome non tifano, non menano, non pagano: nessuno è perfetto. Lo stadio di Trieste si chiama "Nereo Rocco", e il paròn si starà rivoltando nella tomba.
E' quasi una deriva giapponese, sia detto senza offesa. Perché viene in mente quando, nelle prime edizioni della famigerata Toyota Cup (vale a dire, il nome che provarono a dare alla gloriosa Coppa Intercontinentale), sulle tribune dello stadio di Tokyo risuonava il tifo in playback, diffuso dagli altoparlanti. Un po' come accade in certi meravigliosi giardini giapponesi, dove neppure una fogliolina è fuori posto e dove, per esempio a Kobe, a volte cinguettano passerotti meccanici. E pure le mai troppo vituperate vuvuzelas, nella recente estate del nostro scontento, non erano tutte vere: venivano infatti sparate dalla regia degli impianti, alzando il volume di questa specie di base sonora da karaoke quando una delle due squadre si avvicinava alla porta avversaria.
I tifosi di plastica sono un risparmio economico, ma più che altro una metafora. Raccontano di un calcio che ha venduto l'anima (ma anche quella parte del corpo appena sotto la cintura dei pantaloni, vista però da dietro) alle tivù, dunque alla virtualità, senza la quale non si sopravvive perché garantisce gli unici soldi freschi, non come le banconote del Monopoli con cui si è svolto l'ultimo mercato, comprando con debiti, con promesse, mica cash. E chissà come saranno contenti i giocatori, visti da occhi disegnati, applauditi da mani dipinte: anche se poi i loro stipendi li pagano le televisioni, dunque il cerchio è chiuso. Come la curva.
In un calcio sempre più falso, i tifosi di plastica sono qualcosa di coerente. E così, per risparmiare sui costi di gestione di una curva (intitolata a un grande del passato, Colaussi, campione del mondo nel '38: quando non c'erano tifosi finti, però si doveva tendere il braccio verso il Duce), il presidente della Triestina chiude quel settore (risparmio di 100 mila euro all'anno, malcontati) e invece delle persone mette un telone. Le sagome non tifano, non menano, non pagano: nessuno è perfetto. Lo stadio di Trieste si chiama "Nereo Rocco", e il paròn si starà rivoltando nella tomba.
E' quasi una deriva giapponese, sia detto senza offesa. Perché viene in mente quando, nelle prime edizioni della famigerata Toyota Cup (vale a dire, il nome che provarono a dare alla gloriosa Coppa Intercontinentale), sulle tribune dello stadio di Tokyo risuonava il tifo in playback, diffuso dagli altoparlanti. Un po' come accade in certi meravigliosi giardini giapponesi, dove neppure una fogliolina è fuori posto e dove, per esempio a Kobe, a volte cinguettano passerotti meccanici. E pure le mai troppo vituperate vuvuzelas, nella recente estate del nostro scontento, non erano tutte vere: venivano infatti sparate dalla regia degli impianti, alzando il volume di questa specie di base sonora da karaoke quando una delle due squadre si avvicinava alla porta avversaria.
I tifosi di plastica sono un risparmio economico, ma più che altro una metafora. Raccontano di un calcio che ha venduto l'anima (ma anche quella parte del corpo appena sotto la cintura dei pantaloni, vista però da dietro) alle tivù, dunque alla virtualità, senza la quale non si sopravvive perché garantisce gli unici soldi freschi, non come le banconote del Monopoli con cui si è svolto l'ultimo mercato, comprando con debiti, con promesse, mica cash. E chissà come saranno contenti i giocatori, visti da occhi disegnati, applauditi da mani dipinte: anche se poi i loro stipendi li pagano le televisioni, dunque il cerchio è chiuso. Come la curva.
Il blog AVANTI A GAMBA TESA si schiera sempre più convintamente contro questo calcio moderno fatto di tessere del tifoso di cartone.
venerdì 3 settembre 2010
NAPOLI SIAMO NOI...
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